PATRIMONIO NETTO

Il patrimonio netto è dato dalla differenza fra attività e passività di terzi (debiti e fondi) e non deve essere confuso con il capitale di apporto del soggetto economico dell’impresa, in quanto questo costituisce soltanto la quota iniziale del netto. Successivamente il patrimonio può mutare con l’accantonamentodi riserve legali e/o statutarie, ovvero per la presenza di utili o perdite derivanti da precedenti esercizi, ovvero con ulteriori apporti ci capitale da parte dei soci. Nelle società di capitali riveste importanza fondamentale perché rappresenta l’unica garanzia dei creditori: in tali tipi di società, infatti, i soci rispondono solo nella misura del loro conferimento e non anche con il patrimonio personale, come invece accade nelle società di persone. Non esistono indici per determinare con esattezza la necessità di patrimonio netto per un’azienda, in quanto ciò varia caso per caso; le banche, p.e., sono le tipiche aziende che operano prevalentementecon mezzi altrui, cioè con capitali propri inferiori alla massa debitoria. L’articolo 2424 del c.c. inserisce gli elementi che compongono il patrimonio netto nella voce A) del passivo di stato patrimoniale, indicando distintamente: capitale; riserva da sovrapprezzo delle azioni; riserva di rivalutazione; riserva legale; riserva per azioni proprie in portafoglio; riserve statutarie; altre riserve, distintamente indicate; utili (perdite) portati a nuovo; utile (perdita) dell’esercizio.

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