ERRORE, CONCETTO GIURIDICO

Falsa rappresentazione della realtà che determina l’annullamento del negozio giuridico, se è stata determinante della volontà dell’autore della dichiarazione negoziale. Ad essa è equiparata l’ignoranza. Si distinguono diversi tipi di errore: l’errore-vizio (che cade sul processo interno di formazione della volontà: p.e., si afferma una cosa perché si crede erroneamente che essa sia effettivamente tale), l’errore-ostativo (che verte sulla dichiarazione: p.e., si scrive una cosa, ma se ne vuole in realtà un’altra), l’errore di fatto (che riguarda circostanze esterne), l’errore di diritto (che investe (esistenza o l’interpretazione di una norma giuridica). Nei contratti si distingue anche tra un errore unilaterale, bilaterale o comune a seconda che la falsa rappresentazione venga ad incidere sulla volontà di una sola delle parti o su quella di entrambe (per ragioni, rispettivamente, differenti o simili). Perché produca (annullabilità del contratto, è necessario che l’errore sia essenziale e riconoscibile dall’altra parte. La prima condizione si verifica allorché l’errore di fatto cade sulla natura o sull’oggetto del negozio, sulla identità o sulle qualità dell’oggetto della prestazione, sull’identità o sulle qualità personali dell’altro contraente (sempre che sia stato determinante del consenso), e quando l’errore di diritto è stato la ragione unica o principale del negozio. Non ha, invece, carattere di essenzialità l’errore che cade sui motivi che hanno indotto a concludere il contratto (al contrario che nel testamento e nella donazione, purché l’errore risulti dall’atto e abbia valore determinante). L’errore è riconoscibile quando l’altro contraente, usando la normale diligenza, avrebbe potuto rilevarlo. Il contratto viziato da un errore che presenti entrambe le caratteristiche esaminate può essere annullato dal giudice su richiesta della parte interessata: l’azione, però, si prescrive in cinque anni dal giorno della scoperta. Vi sono casi in cui la presenza di un errore, pur rilevante, non porta all’annullamento: è l’ipotesi dell’errore di calcolo, nella quale non vi è distorsione della volontà, ma solo nella operazione matematica, che è sufficiente correggere.

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