CONVERSIONE DI UN TITOLO PRIVATO

Si tratta di solito di trasformazione di un titolo di credito al portatore in titolo nominativo, o viceversa. L’espressione è usata anche con riferimento alla conversione di obbligazioni in azioni, prevista dall’art. 2420 bis c.c Nell’ipotesi più frequente, le obbligazioni sono emes- se dalla stessa società le cui azioni sono offerte in conversione; talvolta, però, le obbligazioni sono emesse da altra società o ente (società controllante, ente finanziatore). Nel primo caso, si ha conversione “con procedimento diretto”: la società, contemporaneamente all’emissione delle obbligazioni, delibera l’aumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente, che sarà sottoscritto man mano che gli obbligazionisti eserciteranno la facoltà di conversione. Nel secondo caso, si ha conversione con “procedimento indiretto”: la società controllante, o l’ente finanziatore, presta la propria opera intermediatrice nell’emissione, nel collocamento e nella conversione delle obbligazioni emesse in azioni della società. Infine, si parla di conversione anche con riferimento alla trasformazione di un titolo azionario in un altro di diversa categoria (p.e. azioni di risparmio in azioni ordinarie).

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