COMUNITÀ EUROPEE

Denominazione collettiva corrente dell’insieme di Comunità Economica Europea (ridenominata Comunità Europea dal TUE del 1992) ed Euratom istituite dai trattati di Roma 25.3.1957 (ratificati dall’Italia con l. 14.10.1957 n. 1203; entrati in vigore l’1.1.1958) più laCECA, istituita dal trattato di Parigi 18.4.1951 (ratificato dall’Italia con l. 25.6.1952 n. 766; entrato in vigore il 23.7.1952). Tutte e tre costituiscono dal 1993 l’Unione europea (UE). L’uso al singolare (Comunità europea), in luogo del plurale, degli anni anteriori al 1992 va abbandonato dopo che il trattato di Maastricht (7.2.1992) ha rinominato in tal modo la CEE. Sei Stati hanno sottoscritto i trattati originari: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda. Ai questi se ne sono aggiunte 9 con adesioni successive: Danimarca, Gran Bretagna e Irlanda il 1°.1.1973; Grecia il 1°.1.1981; Spagna e Portogallo il 1°.1.1986; Austria, Finlandia e Svezia il 1°.1.1995. Per tutti l’adesione ha comportato l’accettazione dell’acquis communautaite. I trattati originari sono stati più volte modificati, sia in occasione dell’ampliamento delle Comunità, sia con trattati appositi come il trattato di Bruxelles di uni- ficazione degli esecutivi del 8.4.1965 (ratificato dall’Italia con l. 3.5.1966 n.437 ed entrato in vigore l’1.7.1967), dal trattato di Lussemburgo sui bilanci comunitari del 22.04.1970 (ratificato dall’Italia con l. 23.12.1970 n. 1185 ed entrato in vigore l’1.1.1971) e, più profondamente, dall’Atto Unico Europeo del 17-28.2.1986 (ratifi cato dall’Italia con l. 23.12.1986 n. 909 ed entrato in vigore l’1.7.1987), dal Trattato sull’Unione Europea (TUE) firmato a Maastricht il 7.2.1992 (ratificato dall’Italia con l. 3.11.1992 n. 454 ed entrato in vigore l’1.11.1993) e dalTrattato di Amsterdam del 2.10.1997 (ratificato dall’Italia con l. 16.6.1998 n. 209 ed entrato in vigore l’1.9.1999). IlTrattato di Nizza, firmato il 21.2.2001 riguarda soprattutto l’Unione europea ed entrerà in vigore al completamente del processo di ratifica, che durerà fino a tutto il 2002. Col trattato di Maastricht del 7.2.1992 è istituita l’Unione europea e la CEE è ridenominata ufficialmente Comunità europea. Le tre organizzazioni, fondate su tre trattati distinti, hanno avuto all’inizio due organi in comune (l’Assemblea, nel 1962 rinominata Parlamento europeo e la Corte di giustizia di delle Comunità europee) e separati gli esecutivi, costituiti dal Consiglio dei ministri e dalla Commissione per CEE e Euratom e da Consiglio dei ministri e Alta autorità per la CECA. Il trattato di Bruxelles del 1965 ha fuso gli esecutivi istituendo un’unica Commissione e un unico Consiglio delle Comunità europee e portando a un’unione organica delle tre Comunità. Delle tre Comunità quella più caratterizzata con caratteri proprio di unione istituzionale e di sopranazionalità era la CEE. Dopo il 1965 le Comunità continuavano a essere giuridicamente persone separate, ma entra nell’uso l’espressione Comunità europee per indicare l’insieme delle tre istituzioni e anche l’insieme degli Stati che le compongono. Obiettivo delle tre istituzioni era ed è di promuovere l’integrazione economica europea e, in specie la vecchia CEE, di realizzare un mercato comune, cioè un’unione doganale con in più una tariffa doganale comune nei confronti dei Paesi terzi e la libera circolazione interna dei delle merci e dei fattori della produzione. In realtà le Comunità costituiscono già, a questo punto, qualcosa di più di un semplice mercato comune dal momento che esiste anche un primo nucleo di politica comune in campo agricolo ed economico-sociale con i fondi strutturali. I tentativi di un progresso verso un’integrazione più stretta iniziano negli anni Settanta con la breve e infruttuosa parentesi del serpente monetario del 1972, seguito, a fine 1978 (decisione del Consiglio europeo 4-5.12.1978, in vigore dal 13.3.1979 e i relativi accordi europei di cambio- AEU) con l’istituzione dello SME, il Sistema monetario europeo e dell’ECU, primo tentativo della Comunità di produrre anche una politica comune in campo monetario. Gli Accordi di Schengen (14.6.1985 e 19.6.1990) realizzano all’interno della Comunità uno spazio comune senza controlli per i movimenti attraverso le frontiere interne di modo che le frontiere verso i Paesi terzi diventano le frontiere comuni a tutti gli Stati membri e quindi le frontiere della Comunità. L’Atto unico del 1986 rivede organicamente i trattati istitutivi con l’obiettivo di realizzare un mercato unico e traccia le basi per una cooperazione politica europea in materia di politica estera, di convergenza delle politiche economiche e monetarie, di politica sociale e ambientale. Con queste estensioni, concettualmente il mercato unico è un notevole passo avanti, rispetto al mercato comune, verso l’unione economica. Il processo è stato completato col Trattato sull’Unione Europea che dato corpo alle politiche di convergenza monetaria e fiscale e a quella connessa della convergenza legislativa e ha avviato l’UEM. La realizzazione dell’UEM è uno degli obiettivi dell’Unione europea. Per i concetti di unione doganale, mercato comune ecc. v. integrazione economica e monetaria.

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