COMMISSARIO LIQUIDATORE

Organo, individuale o collegiale, nominato dall’autorità amministrativa nel procedimento di liquidazione coatta amministrativa.
1. La disciplina essenziale del procedimento di liquidazione è data dagli artt. 194-215 della legge fallimentare, della quale, infatti, si è detto che rappresenta una sorta di legge-quadro di carattere procedurale. L’art. 198 della l. fall., in materia di organi della liquidazione coatta amministrativa dispone che con il provvedimento che ordina la liquidazione o con altro successivo venga nominato il commissario liquidatore (comma 1). Qualora l’importanza dell’impresa lo consigli, possono essere nominati tre commissari liquidatori. In tal caso, essi deliberano a maggioranza e la rappresentanza è esercitata congiuntamente da due di essi. Nel caso specifico in cui soggetta alla procedura in questione sia una banca, la nomina del commissario è effettuata dalla Banca d’Italia (v. art. 81 TUBC). Il provvedimento di nomina deve essere pubblicato per estratto nella Gazzetta Ufficiale. Entro quindici giorni dalla comunicazione della nomina, inoltre, il commissario deve depositare, per l’iscrizione, copia del decreto di liquidazione e degli atti di nomina degli organi della liquidazione stessa e del presidente del comitato di sorveglianza presso l’ufficio del Registro delle imprese. Nello stesso termine deve depositare la propria firma autografa. Il commissario può, in ogni momento, essere revocato o sostituito dalla Banca d’Italia. Egli esercita funzioni analoghe a quelle del curatore fallimentare. L’art. 199, comma 3 l.fall. dispone, infatti, che al commissario si applichino gli artt. 32, 37 e 38, comma 1 l.fall., dettate con espresso riguardo, rispettivamente, alle attribuzioni, alla revoca ed alla responsabilità del curatore. I poteri del Tribunale e del Giudice delegato si intendono in questo caso riferiti, evidentemente, all’autorità che vigila sulla liquidazione. È anche vero comunque, analogia a parte, che l’organo commissariale è dotato di poteri più estesi rispetto al curatore fallimentare, essendo soggetto più ad una vigilanza generale che non allespecifiche autorizzazioni cui è sottoposto il curatore; ciò in ragione del fatto che manca, nella liquidazione coatta amministrativa, il quotidiano intervento del Giudice delegato.
2. Ai sensi dell’art. 84 del TUBC il commissario ha la rappresentanza legale della banca in luogo dell’organo amministrativo, le cui funzioni cessano a seguito dell’emanazione del decreto ministeriale che dà avvio alla procedura (art. 80, comma 5 TUBC). Egli, nell’espletamento delle sue mansioni, è considerato pubblico ufficiale ed esercita tutte le azioni spettanti agli amministratori e procede alle operazioni di liquidazione. Anche secondo il TUBC, qualora l’organo si componga di più commissari questi deliberano a maggioranza, mentre il potere di rappresentanza è esercitato congiuntamente da due di essi. Sono ammesse, tuttavia, deleghe ad uno o più commissari per il compimento di singoli atti o categorie di operazioni. La legge stessa, poi, (art. 84, comma 3 TUBC), assoggetta l’organo commissariale alle direttive che la Banca d’Italia può emanare in ordine allo svolgimento della procedura, eventualmente stabilendo che talune categorie di operazioni o di atti siano posti in essere dai commissari solo a seguito di espressa autorizzazione in tal senso da parte della Banca centrale, ovvero a condizione che per le stesse sia stato preliminarmente sentito il comitato di sorveglianza. L’organo, inoltre, deve presentare annualmente alla Banca d’Italia una relazione sulla situazione contabile e patrimoniale della banca e sull’andamento della liquidazione, accompagnato da un rapporto del comitato di sorveglianza (e cfr. art. 205 l.fall.). Riguardo alle specifiche operazioni affidategli, ai sensi dell’art. 204 l.fall. il commissario provvede a tutte le operazioni della liquidazione secondo le direttive dell’autorità che vigila sulla liquidazione stessa. e sotto il controllo del comitato di sorveglianza In particolare, prende in consegna i beni, le scritture contabili e gli altri documenti dell’impresa richiedendo, ove occorra, l’assistenza di un notaio. Indi, forma l’inventario nominando, eventualmente, uno o più stimatori per la valutazione dei beni. L’art. 206 l.fall. prevede l’ulteriore potere commissariale di esercitare l’azione di responsabilità contro gli amministratori e i componenti degli organi di controllo dell’impresa in liquidazione, a norma degli artt. 2393 e 2394 c.c., previa autorizzazione dell’autorità che vigila sulla liquidazione (nel caso di istituti bancari, la Banca d’Italia). L’autorizzazione in parola è richiesta anche per gli atti “straordinari” di cui all’art. 35 l.fall., che il commissario può compiere (solo) in forza di decreto autorizzativo del giudice delegato o del tribunale, secondo la natura ed il valore degli atti, ed in vista della continuazione dell’esercizio dell’impresa, sentito il comitato di sorveglianza.. Gli artt. 210-211 l.fall. attribuiscono, poi, al commissario tutti i poteri strumentali alla liquidazione dell’attivo, oltre che il potere di agire nei confronti dei soci a responsabilità illimitata o sussidiaria limitata per il versamento delle somme necessarie all’estinzione delle passività. Riguardo alla disciplina specifica dettata, sul punto, dal TUBC, si segnalano la presa in consegna dell’azienda dalle mani dell’organo amministrativo di questa; l’acquisizione della situazione contabile e la formazione dell’inventario (art. 85 TUBC); l’accertamento del passivo con avviso ad ogni creditore (art. 86); la liquidazione dell’attivo (artt. 90-91); la redazione del bilancio finale di liquidazione, del rendiconto finanziario e del piano di riparto; l’eventuale proposta di un concordato di liquidazione (art. 93). L’organo, infine, può, nei casi di necessità e per un migliore realizzo dell’attivo, previa autorizzazione della Banca d’Italia, continuare l’esercizio dell’impresa o di determinati rami della stessa, secondo le modalità determinate dal comitato di sorveglianza (art. 90, comma 3). L’ipotesi, comunque, è considerata del tutto eccezionale, argomentandosi l’opinione dal maggior rigore richiesto dalla disciplina bancaria rispetto al disposto dell’art. 206 l.fall. Per l’esercizio delle azioni nei confronti dei soci è fatto espresso richiamo agli artt. 210-211 l.fall.

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