BORSA MERCI

Mercato organizzato in cui si negoziano merci fondamentali per il consumo e l’utilizzazione manifatturiera, come cereali, semi oleosi, caffè, tè, zucchero, cacao, lana, cotone, rame, stagno ecc. Le borse merci rappresentano il luogo di incontro, in senso fisico ed economico, della domanda e dell’offerta dei beni contrattati e, quindi, punto di riferimento per il loro prezzo a livello nazionale o internazionale, a seconda dell’importanza della borsa. In taluni paesi esse sono organismi privati, in altri, come l’Italia, sono costituite e regolate da leggi dello Stato. Le principali borse merci mondiali sono a New York, Chicago e Londra (v. Borsa valori, sub Altre borse. Borse merci). Normativa italiana. La normativa di base delle borse merci italiane è contenuta nella l. 20.3.1913 n. 272 sulle borse di commercio e nel regolamento per l’esecuzione, adottato con R.D. 4 agosto 1913, n. 1068, che, fino all’entrata in vigore della l. 2.1.1991 n. 1 (disciplina dell’attività di intermediazione mobiliare e disposizioni sull’organizzazione dei mercati mobiliari) ha regolato anche le borse valori. Le borse merci italiane vennero chiuse nel periodo fascista col r.d.l. 26.7.1935 n. 1494. Nel dopoguerra la l. 30.5.1950 n. 374 ha dato facoltà alle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura di istituire borse merci e di riaprire quelle precedentemente operanti. Al momento operano Borse merci ad Ascoli Piceno, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Padova, Parma, Perugia, Pescara, Pisa, Roma, Torino, Treviso, Venezia, Vercelli e Verona, ove si negoziano – tra produttori e loro associazioni, industrie trasformatrici e commercianti - le principali derrate alimentari, i prodotti zootecnici ed i loro derivati. L’istituzione di una borsa merci avviene, su proposta di una Camera di commercio, con decreto del Presidente della Repubblica. Le borse sono gestite e amministrate dalla stessa Camera di commercio che le ha proposte e sono sottoposte al controllo e alla vigilanza del Ministero delle attività produttive. La borsa merci opera attraverso i suoi organi, espletanti ciascuno le funzioni loro proprie, e cioè gli agenti di borsa come singoli, la deputazione di borsa e il sindacato degli agenti e mediatori di borsa. Le contrattazioni si tengono in appositi locali predisposti dagli Enti camerali, rispettando un calendario prestabilito, sotto la vigilanza di una deputazione di borsa, che valida il listino dei prezzi realizzati. Le contrattazioni, che si svolgono seguendo determinate regole aventi essenzialmente la funzione di facilitarle, si distinguono in due grandi categorie: operazioni a pronti, o, come anche si dice, su effettivo, e operazioni a termine o su futuri, queste ultime però istituite in Italia soltanto presso la borsa merci di Milano. I contratti a pronti sono sostanzialmente delle vendite stipulate in borsa, che funge così da luogo di contrattazione, su campione o in base a certificato d’origine, o anche vendite di cose generiche, ma sempre aventi ad oggetto una quantità e qualità di merci effettivamente esistente e di immediata disponibilità per la consegna. In mancanza di diverse convenzioni si applicano, per la consegna e per il pagamento del prezzo, gli usi di borsa, a tenore dei quali, se la consegna si è pattuita come “immediata”, deve avvenire entro i tre giorni liberi successivi alla conclusione del contratto, se pattuita come “pronta” entro otto giorni, con possibilità di diffida per la consegna rispettivamente entro ventiquattro o quarantotto ore dalla scadenza del predetto termine. Per quanto attiene al pagamento, se non effettuato anticipatamente, la relativa costituzione in mora deve avvenire entro ventiquattro ore, a meno che il pagamento non sia stato convenuto contro fattura o al mercato successivo, giacché in tal caso la costituzione in mora potrà avvenire entro quarantotto ore. Scaduto il termine fissato con la diffida, o, in mancanza di diffi- da, decorsi otto giorni successivi a quello della consegna, il contratto si ha per definitivamente risolto con ogni conseguenza del caso. Più complesso è il mercato a termine nel quale si prescinde dalla immediata disponibilità della merce e le cui contrattazioni (frequentemente poste in essere allo scopo di acquistare per poi rivendere, anche attraverso operazioni di compensazione, giovandosi delle differenze del prezzo) avvengono a condizioni fisse e predeterminate, non modificabili dalla volontà delle parti. Se la negoziazione è a premio, la parte a favore della quale lo stesso è pattuito ha la facoltà di avvalersi del vantaggio che il premio riserva (v. a premio). Il riordinamento delle Camere di commercio (l. 29.12.1993 n. 580) che prevede, tra l’altro, la promozione, la realizzazione e la gestione, da parte delle Camere di commercio di strutture d’interesse economico generale, oltre che l’utilizzo del commercio elettronico quale strumento finalizzato a migliorare la competitività complessiva delle imprese, (d.lg. 31.3.1998 n. 114), hanno indotto il Ministero a sperimentare un adeguamento della negoziazione delle derrate, che ancora oggi avviene secondo lo schema della l. 1913/272, alle mutate condizioni di mercato ed alle nuove tecnologie informatiche e telematiche, anche al fine di garantire la trasparenza del mercato e la tutela dei consumatori. Con d.m. 20.12.2000 è stato quindi consentito che le negoziazioni siano svolte sperimentalmente anche attraverso strumenti informatici o per via telematica sì da poter valutare, garantita la sicurezza delle transazioni e la certezza dei contraenti, il superamento dell’attuale sistema delle borse merci e l’istituzione di una borsa telematica dei prodotti agroindustriali fungibili, zootecnici, ittici e tipici, secondo le indicazioni della l. 5.3.2001 n. 57 in materia di apertura e regolamentazione dei mercati.

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