BANCA PUBBLICA

Sotto l’ordinamento della legge bancaria del 1936, erano genericamente chiamate banca pubblica le banche e gli istituti di credito speciale costituiti con personalità giuridica pubblica e qualificati più precisamente istituti di credito di diritto pubblico, o enti creditizi pubblici. Le prime mosse verso modelli di diritto privato sono state avviate con le riforme degli statuti compiute secondo la l. 10.2.1981 n. 23, che ha coinvolto quasi tutte le casse di risparmio. La l. 30.7.1990 n. 218 ha introdotto gli strumenti giuridici (trasformazioni, conferimenti, fusioni) per far passare, su base volontaria e in regime di neutralità fiscale, le banche pubbliche alla forma di società per azioni di diritto privato. Altre norme in proposito sono state introdotte per gli istituti di credito speciale dalla l. 6.6.1991 n. 175. Infine il d.lg. 14.12.1992 n. 481 e l’attuale TUBC. (art. 14) hanno sancito definitivamente la scelta del modello societario di diritto privato come quello ideale per l’esercizio dell’attività bancaria e come l’unico assumibile dalle imprese bancarie di nuova istituzione. Il TUBC non ha, tuttavia, imposto l’abbandono della personalità giuridica di diritto pubblico anche agli enti che ancora l’avevano e ha raccolto quelle pochissime banche che avevano preferito conservarla (quattro monti di credito su pegno di 2a categoria e l’Istituto per il credito sportivo) sotto la denominazione di banche pubbliche residue (art. 151). Attualmente conserva la qualifi- ca di banca pubblica solo l’Istituto per il credito sportivo, costituito con l. 24.12.1957 n. 1295, la cui attività è regolata dal suo statuto, essendo stata abrogata dal TUBC la l. 24.12.1957 n. 1295 istitutiva dell’Istituto.

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