ASSOCIAZIONE FRA LE CASSE DI RISPARMIO ITALIANE - ACRI

È stata costituita nel 1912 come associazione di categoria delle Casse di risparmio italiane, soppressa durante il periodo fascista e ricostituita come prima al termine della seconda guerra mondiale per rappresentare e tutelare gli interessi generali delle Casse e dei Monti di credito su pegno e di coordinarne l’azione. Come associazione di categoria oltre ai servizi di assistenza, consulenza e formazione, l’ACRI rappresentava le Casse di risparmio e i Monti nella stipula dei contratti collettivi di lavoro del personale. Nel 1953 ha lanciato la pubblicazione della rivista Il Risparmio, tuttora attiva. In seguito alla ristrutturazione del settore delle casse di risparmio seguita all’attuazione delle direttive europee (l. 30.7.1990 n. 218 Amato-Carli e d.lg. 20.11.1990 n. 356) l’ACRI ha modificato lo statuto allargando la base degli associati in modo che, oggi, ne fanno parte banche società per azioni (in quanto derivanti dalla trasformazione delle vecchie casse di risparmio) e le fondazioni bancarie (comprese quelle derivanti dalla trasformazione degli istituti di diritto pubblico). Con la riduzione del numero della Casse di risparmio, le fondazioni sono diventate la componente più numerosa e importante dell’Associazione. L’ACRI si definisce “associazione volontaria, apolitica e senza fini di lucro” che ha i compiti di rappresentare e tutelare gli interessi generali degli Associati per favorirne il conseguimento delle finalità istituzionali, la salvaguardia del patrimonio e lo sviluppo tecnico ed economico; di coordinare la loro azione, nei settori di rispettivo interesse, per renderla più ef- ficace nonché di promuovere iniziative consortili e attività di interesse comune; di ricercare e promuovere rapporti di collaborazione operativa fra gli Associati ed enti, società ed organismi di rilievo italiani e stranieri, concordando ipotesi di convenzioni o accordi da sottoporre all’approvazione degli associati medesimi. Nel 1997 il mandato di rappresentanza sindacale nella stipula dei contratti collettivi di lavoro è stata conferito all’ABI. In collaborazione stretta con l’ABI e attraverso questa l’ACRI svolge l’attività verso le banche associate in ciò che è comune alle altre banche. L’ACRI, infine, è sentita dalla Banca d’Italia (art. 10, d.lg. 17.5.1999 n. 153) nella predisposizione di determinati atti della Vigilanza (fissazione del limite minimo di reddito in relazione al patrimonio, commisurato ad un profilo prudenziale di rischio adeguato all’investimento patrimoniale delle Fondazioni; emissione di atti di indirizzo di carattere generale di vario genere aventi ad oggetto, tra l’altro, la diversificazione degli investimenti, le procedure relative alle operazioni aventi ad oggetto le partecipazioni nella società bancaria conferitaria detenute dalla Fondazione, i requisiti di professionalità e onorabilità, le ipotesi di incompatibilità e le cause che determinano la sospensione temporanea dalla carica dei soggetti che svolgono funzioni di indirizzo, amministrazione, direzione e controllo presso le Fondazioni e la disciplina del conflitto di interessi, nonché i parametri di adeguatezza delle spese di funzionamento tenuto conto di criteri di efficienza e di sana e prudente gestione; i poteri di indirizzo sono esercitati in conformità e nei limiti delle disposizioni del presente decreto).

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