ARCHIVIO DEGLI ASSEGNI BANCARI E POSTALI E DELLE CARTE DI PAGAMENTO IRREGOLARI

Istituito presso la Banca d’Italia in base all’art.36, comma 1, del d.lg. 30 dicembre 1999 n. 507, recante la disciplina di depenalizzazione dei reati minori e la riforma del sistema sanzionatorio, è un sistema informatizzato, denominato Centrale di allarme interbancaria (CAI), volto alla raccolta di dati utili per un monitoraggio continuo delle operazioni effettuate con tutti gli strumenti di pagamento, appunto, diversi dalla moneta legale. L’Archivio è disciplinato dall’art.10 bis (introdotto dall’art.36 del d.lg. 30.12.1999 n. 507) della l. 15.12.1990 n. 386 che aveva introdotto quella che allora era la nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari. L’Archivio raccoglie i seguenti dati: a) generalità dei traenti degli assegni bancari o postali emessi senza autorizzazione o senza provvista; b) assegni bancario postali emessi senza autorizzazione o senza provvista, oltre che assegni non restituiti alle banche e agli uffici postali dopo la revoca dell’autorizzazione; c) sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie applicate per l’emissione di assegni bancari e postali (v. assegno bancario) senza autorizzazione o senza provvista, oltre che sanzioni penali e connessi divieti applicati per l’inosservanza degli obblighi imposti a titolo di sanzione amministrativa accessoria; d) generalità del soggetto al quale è stata revocata l’autorizzazione all’utilizzo di carte di pagamento; e) carte di pagamento per le quali sia stata revocata l’autorizzazione all’utilizzo; f) assegni bancari e postali e carte di pagamento di cui sia stato denunciato il furto o lo smarrimento. La titolarità della gestione dei dati contenuti nell’Archivio è della Banca d’Italia, che ne può affidare il servizio di gestione a un ente esterno. Ciascuno ha diritto di accedere alle informazioni che lo riguardano, e che siano custodite nell’archivio, oltre che di esercitare tutte le prerogative giuridiche che sono riconosciute agli interessati dall’art. 13, della l. 31.12.1996 n. 675 (legge sulla privacy), rispetto al trattamento dei dati personali. L’art.10 bis, individua anche tutta una serie di soggetti, dalle banche, ai prefetti, agli intermediari finanziari vigilati, agli uffici postali, che possono avere accesso alle informazioni dell’Archivio L’esigenza di salvaguardare il corretto espletamento delle funzioni sue proprie, giustifica la previsione dell’accesso diretto ai dati dell’Archivio da parte dell’autorità giudiziaria. La normativa è entrata in vigore il 5.6.2002.

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