VIGILANZA SULLA BANCA D'ITALIA

La materia è regolata dagli artt. 108-131. r.d. 28.4.1910 n. 204, T.U. sugli istituti di emissione e sulla circolazione dei biglietti di banca, modif. da ultimo dal d.lg. 10.3.1998 n. 43 ed è tuttora denominata per retaggio storico vigilanza sull’Istituto d’emissione in ragione del fatto che essa è stata introdotta nel 1893 (data di costituzione della Banca d’Italia) a tutela della circolazione della moneta bancaria a corso legale, che poteva essere emessa dalla Banca d’Italia e, all’epoca, anche dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia (onde la vigilanza si estendeva anche a tutti e tre gli istituti, fino a quando la facoltà di emettere biglietti di banca o altri titoli equivalenti pagabili al portatore e a vista era concessa anche al Banco di Napoli e al Banco di Sicilia e cioè fino al 1926). La vigilanza permanente compete al Ministero dell’economia e delle finanze e, operativamente, al Dipartimento del Tesoro. Obiettivi e contenuti dei poteri di vigilanza sono però diversi da quelli della vigilanza bancaria esercitata dalla Banca d’Italia. Quelli del Ministro dell’economia e delle finanze, infatti, sono strumentali a una mera verifica di legittimità di atti formali quali le delibere degli organi della Banca e il bilancio. Spettano, inoltre, al Ministro poteri di intervento puntuale (p.e. potere di sospensione e annullamento delle delibere dell’assemblea e del Consiglio superiore, potere-dovere di denuncia dei reati all’Autorità giudiziaria) che sono estranei alla vigilanza bancaria. La vigilanza del ministero si attua sotto forma di richieste informative riguardanti le delibere dell’assemblea e del consiglio superiore, il bilancio e tutte le informazioni relative ai documenti precedenti; di compimento di ispezioni periodiche e ispezioni straordinarie (generali e speciali); di approvazione, su proposta della Banca d’Italia, di un modello della situazione dei conti, che la Banca deve trasmettere mensilmente al Ministro; del potere di sospendere o di annullare le delibere dell’assemblea e del consiglio superiore contrarie alle leggi, ai regolamenti e allo statuto; del potere-dovere di denunciare all’autorità giudiziaria i fatti aventi caratteristiche di reato. I poteri ministeriali di sospensione e di annullamento delle delibere dell’assemblea e del Consiglio superiore non si applicano alle determinazioni del Consiglio superiore adottate nelle materie rientranti nelle competenze del SEBC e, in particolare, a quelle aventi per oggetto le banconote, le norme e le condizioni per le operazioni della Banca e la nomina dei corrispondenti della Banca all’interno e all’estero (art. 3, comma 3, d.lg. 1998/43). L’obbligo di pubblicare la situazione mensile della Banca d’Italia in allegato al Conto riassuntivo del Tesoro sulla Gazzetta Ufficiale (ex art. 118, ultimo comma, del T.U. del 1910) è stato abrogato dall’art. 8 comma 3 del d.lg. 1998/43. La Direzione generale del Tesoro aveva anche la vigilanza sulla circolazione dei biglietti di banca. Ciò veniva fatto almeno due volta l’anno con una completa verifica di cassa, improvvisa e simultanea in tutte le sedi, succursali e agenzie della Banca d’Italia e in occasione delle ispezioni straordinarie con una verifica delle quantità effettiva dei biglietti in circolazione e di quelli esistenti in cassa. Il Ministro doveva presentare al parlamento annualmente una relazione particolareggiata e documentata sull’andamento dell’Istituto di emissione e della circolazione di Stato e bancaria durante l’anno solare precedente. Queste competenze e questi obblighi sono stati abrogate dalla l. 1998/43. Èinoltre costituita ab antiquo in ogni legislatura la Commissione permanente per la Vigilanza sull’Istituto di emissione. La denominazione era, fino al 1926, Commissione permanente per la vigilanza sulla circolazione e sugli Istituti di emissione e cioè anche sul Banco di Napoli e sul banco di Sicilia, poi cambiata in Commissione permanente per la Vigilanza sull’Istituto di emissione e sulla circolazione di Statoe bancaria. L’attuale denominazione è stabilita dall’art. 4, comma 3, d.lg. 1998/43. Il Parlamento continua però a denominarla Commissione permanente per la Vigilanza sull’Istituto di emissione e sulla circolazione dei biglietti di banca. Si tratta di una commissione mista, composta da sei parlamentari (tre deputati e tre senatori) eletti dalle Camere e, secondo il T.U., da sei membri dell’Esecutivo: il Ministro, che la presiede e cinque persone nominate per decreto del Presidente della Repubblica promosso dal Ministro (un presidente o consigliere del Consiglio di Stato, un presidente o consigliere della Corte dei Conti, il direttore generale del Tesoro e due dirigenti ministeriali. Nonostante la denominazione, la Commissione non ha compiti di vigilanza, ma solo consultivi e cioè di esaminare, solo se richiesta dal Ministro dell’economia e delle finanze, le proposte di modifi cazioni allo statuto della Banca d’Italia, deliberate dall’assemblea straordinaria della Banca stessa, nei limiti delle leggi e, in generale, su tutti i provvedimenti indispensabili all’attuazione del T.U. La Commissione aveva anche compiti (ora abrogati dal d.lg. 1998/43) di dare “il suo avviso” su richiesta del Ministro su alcune questioni in materia di circolazione monetaria.