SOCIETÀ DI INTERMEDIAZIONE MOBILIARE (SIM)

Le Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) sono, come stabilito dal "Testo unico in materia di intermediazione finanziaria"1, imprese di investimento diverse dalle banche e dagli intermediari finanziari vigilati. Tali società possono svolgere attività di negoziazione per conto proprio (brokerage) o per conto terzi (dealing), Le SIM possono inoltre prestare professionalmente, nei confronti del pubblico, i servizi accessori e altre attività finanziarie, nonché le attività connesse o strumentali. Differentemente dalle SGR, le SIM devono chiedere l’autorizzazione alla Consob che, una volta sentita la Banca d’Italia, rilasciano l’autorizzazione all’esercizio dei servizi di investimento.
A seguito dell’entrata in vigore del TUF la società di intermediazione mobiliare, già introdotta e regolata dalla l. 1991/1 e dal d.lg. 1996/415 (c.d. Eurosim), ora abrogati, deve intendersi come l’impresa, diversa dalla banca e dagli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’art. 107 del TUBC, autorizzata a svolgere servizi di investimento, avente sede legale e direzione generale in Italia (art. 1, comma 1, TUF). La SIM è quindi un’impresa di investimento soggetta alla disciplina legislativae regolamentare prevista dal Testo Unico sopracitato. In particolare, le SIM, assieme a banche, società di gestione del risparmio e, temporaneamente, società fiduciarie, svolgono, oltre agli altri servizi di investimento, attività di gestione di portafogli di investimento in strumenti finanziari su base individuale, nel senso che gestiscono distintamente somme e strumenti finanziari appartenenti a singoli clienti. La SIM viene autorizzata dalla Consob, sentita la Banca d’Italia, ad esercitare i servizi di investimento e i servizi accessori, oltre che attività connesse e strumentali (v. art. 18, commi 1 e 4 del TUF) qualora ricorrano le condizioni fissate dall’art. 19 del TUF: a) sia adottata la forma della società per azioni; b) la denominazione sociale comprenda le parole “società di intermediazione mobiliare”; c) la sede legale e la direzione generale della società siano situate nel territorio della Repubblica; d) il capitale versato sia di ammontare non inferiore a quello determinato in via generale dalla Banca d’Italia; e) venga presentato, unitamente all’atto costitutivo e allo statuto, un programma concernente l’attività iniziale, oltre che una relazione sulla struttura organizzativa; f) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione, controllo abbiano i requisiti di professionalità e onorabilità indicati nell’art. 13; g) i partecipanti al capitale abbiano i requisiti di onorabilità e di idoneità stabiliti dall’art. 14; h) la struttura del gruppo di cui fa parte la SIM non sia tale da pregiudicare l’effettivo esercizio della vigilanza sulla società stessa e siano fornite le informazioni richieste ai sensi dell’art. 15, comma 5. Rilasciata l’autorizzazione la CONSOB iscrive la SIM in un apposito albo (art. 20 TUF). Lo stesso TUF prevede una disciplina speciale per le SIM riguardante i requisiti di onorabilità dei soci e la acquisizione delle partecipazioni nelle società che ricalca sostanzialmente quella già prevista per le banche. Le SIM, come imprese di investimento, sono soggette alla vigilanza della Consob e della Banca d’Italia. Alle SIM si applica la disciplina speciale sui provvedimenti ingiuntivi e sulle crisi prevista dagli artt. 51-60 TUF. In particolare, il Presidente della Consob, sentito il Governatore della Banca d’Italia, può disporre in via d’urgenza, ove ricorrano le situazioni di pericolo per i clienti e per i mercati, la sospensione degli organi di amministrazione della SIM e la nomina di un commissario che ne assuma la gestione quando risultino gravi irregolarità nell’amministrazione ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie. Il commissario dura in carica per un periodo massimo di sessanta giorni. Il commissario nell’esercizio delle sue funzioni è pubblico ufficiale (art. 53 del TUF). Il Presidente della Consob può stabilire speciali cautele e limitazioni per la gestione della SIM (art. 53, comma 2, TUF). Le azioni civili contro il commissario, per atti compiuti nell’espletamento dell’incarico, sono promosse previa autorizzazione della Consob (art. 53, comma 4, TUF). Le SIM, inoltre, sono soggette ad amministrazione straordinaria (art. 56 TUF). La procedura di amministrazione straordinaria, la cui direzione spetta alla Banca d’Italia, è ammissibile in presenza di gravi irregolarità di gestione o di gravi violazioni normative; di previsioni di gravi perdite del patrimonio della ocietà; di richiesta, con istanza motivata, degli amministratori o dell’assemblea straordinaria della stessa società, ovvero del commissario nominato in via d’urgenza dal Presidente della Consob. Alle SIM non si applica il Titolo IV della legge fallimentare sull’amministrazione controllata. Infine, le SIM sono soggette a liquidazione coatta amministrativa ai sensi e secondo quanto previsto dall’art. 57 del TUF. Profili penalistici. v. intermediazione finanziaria, disposizioni penali.
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1Si veda art.26 del d.lgs. n.58 del 25 febbraio 1998, "Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52".
Redattore: Mirko IORI; Antonio Serra, Alessio Diego Scano
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