SANPAOLO IMI

Società bancaria (Sanpaolo IMI spa) capo del gruppo omonimo aggregatosi attorno all’Istituto bancario San Paolo di Torino spa. Questo è nato alla fine del 1991 col conferimento del ramo di attività creditizia da parte della Compagnia di San Paolo, fondazione sorta per trasformazione del vecchio Istituto bancario di San Paolo di Torino-Istituto di credito di diritto pubblico in seguito alla privatizzazione ex l. 30.7.1990 n. 218. Ha preso l’attuale denominazione dopo l’incorporazione dell’Istituto mobiliare italiano-IMI avvenuta l’1.11.1998 con decorrenza contabile dall’1.1.1998. Oltre alle partecipazioni portate in dote dall’IMI, sono entrate a far parte del Gruppo tra il 1995 e il 2000: Banca nazionale delle comunicazioni - BNC (1995), Crediop (1995), Banco di Napoli con il suo gruppo (2000). BNC e Crediop sono stati incorporati nel 1995. Nell’anno successivo le attività di credito alle opere pubbliche sono state conferite a una società di nuova costituzione, denominata Crediop, ceduta al Dexia Group (v. Dexia Crediop). Nel 1999 le attività di merchant banking sono state conferite a una società, la Nuova holding subalpina - NHS, poi rinominata Nuova holding Sanpaolo IMI - NHS, oggi IMI Investimenti spa. Nel gennaio 2001 San Paolo IMI ha acquisito dalla Fondazione Cassa di risparmio di Venezia il 10,9% della Cardine banca (capo dell’omonimo gruppo bancario) successivamente incorporata per fusione nel 2002 (v. avanti al n. 4). Nel 1999 è stato acquisita una quota (19,09% a fine 2000) della Cassa di risparmio di Firenze. Nel 2001 è stato stipulalo un accordo di partenariato strategico con il gruppo francese Caisse des dépôts. A fine 2001è stata lanciata un’offerta pubblica di acquisto totalitaria sulla Banca Koper slovena.

Nel 2003 sono state acquisite partecipazioni nella Banca delle Marche (7%) e nella Cassa di Risparmio di Firenze (18,7%). In seguito a collocamenti sul mercato nel marzo 1992, nel maggio 1997 (rispettivamente il 20% e circa il 31% del capitale dell’epoca) e a trattativa privata nell’aprile 1997 (per circa il 22% del capitale) le azioni Sanpaolo IMI e gli sono quotate alla Borsa di Milano (dall’aprile 1992; oggi allo MTA) e, come ADR, al New York Stock Exchange (NYSE) e sono negoziate al SEAQ International di Londra. La Banca depositaria degli ADR (ciascuno rappresentativo di 2 azioni) è la Morgan Guaranty Trust Company di New York. 1. Istituto bancario San Paolo di Torino. Le origini del San Paolo risalgono al tempo del riordinamento dei possedimenti sabaudi in Stato unitario compiuto da Emanuele Filiberto di Savoia-Nemours (1528-1580, duca dal 1553). Precursore era stato un Monte della Città fondato nel 1519, ma soppresso pochi anni dopo per incameramento durante l’occupazione militare nella guerra tra Francesco I e Carlo V. Il 25.1.1553 viene costituita la Compagnia della fede cattolica o Compagnia di San Paolo, dal nome del santo protettore, attiva con molte opere educative e di assistenza, oltre che del Monte di pietà per i prestiti gratuiti su pegno (di durata non superiore a sei mesi - un anno) ai bisognosi . Questo era il nucleo economicamente principale diventato poi l’attività istituzionale della Compagnia, in seguito all’autorizzazione a ricevere depositi (1581), all’avvio della concessione di crediti ai privati (inizi del Seicento) e alle amministrazioni pubbliche (1668), alla gestione del debito pubblico (affidatogli nel 1653 da Carlo Emanuele II). Nel periodo napoleonico la gestione del Monte passa alla Commissione degli ospizi e di beneficenza del comune di Torino, per ritornare alla Compagnia di San Paolo nel 1815. Questa riprende l’esercizio anche del Monte gratuito (definitivamente soppresso solo nel 1875) e sviluppa quello del Monte di pietà a interesse. La riforma dell’ordinamento disposta dal r.d. 13.2.1853 (e successive modif.) estromette le attività puramente religiose e divide la Compagnia, rinominata Amministrazione delle opere pie di S. Paolo in tre gestioni amministrativamente autonome: il Monte di pietà, l’Ufficio pio e l’Opera del soccorso, diventata nel 1883 Educandato duchessa Isabella. Nel 1866 l’Amministrazione è autorizzata all’esercizio del credito fondiario e in breve le “gestioni di credito” diventano di gran lunga preminenti rispetto alle “gestioni di beneficenza”. Nel Novecento inizia l’espansione territoriale, prima in Piemonte e Liguria e, poi, nel resto del Paese, realizzata anche rilevando attività di altri istituti. Nel 1923 il Monte di pietà è classificato tra i monti di prima categoria (r.d.l.. 14.6.1923 n. 1398) e con l’approvazione di un nuovo statuto l’Amministrazione è definita istituto di credito di diritto pubblico (r.d. 16.6.1932 n.732; fino ad allora la qualifica era stata riconosciuta solo a BNL, Banco di Napoli e Banco di Sicilia). Con l’approvazione successiva di un nuovo statuto (d.m. Tesoro 13.7.1950) viene assunta la denominazione di Istituto bancario San Paolo di Torino - Istituto di credito di diritto pubblico. In seguito alla l. 30.7.1990 n. 218 l’Istituto riprende l’antico nome di Compagnia di San Paolo e conferisce il ramo aziendale dell’attività creditizia a una nuova società per azioni con la ragione sociale di Istituto bancario San Paolo di Torino. 2. Istituto mobiliare italiano - IMI: v. la voce IMI. 3. Banco di Napoli: v. la voce Banco di Napoli. 4. Gruppo Sanpaolo IMI. Fanno parte del Gruppo diverse banche in Italia e all’estero. Quelle italiane principalmente sono, oltre alla capogruppo Sanpaolo IMI spa: Sanpaolo Banco di Napoli, le banche dell’ex Gruppo Cardine (Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Cassa di Risparmio in Bologna, Cassa di Risparmio di Venezia, Banca Popolare dell’Adriatico; Finemiro banca, Friulcassa, quest’ultima nata nel 2003 dalla fusione della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone e della Cassa di Risparmio di Gorizia), Banca Fideuram quotata alla Borsa di Milano (controllata al 74%), Banca IMI (controllata al 100%) e IMI Investimenti (controllata tramite Banca IMI), l’ex IMI Lease, ora Banca OPI (ha per missione di sviluppare servizi al settore pubblico per il finanziamento egli investimenti e delle grandi infrastrutture e per la consulenza specialistica; controllata al 100%). L’80% dell’ex IMI web bank (rinominata poi IWBank) costituita da Banca IMI a fine 1999 come operatore di trading on line e per l’offerta di accesso via Internet a servizi bancari e finanziari di alto profilo qualitativo è stato ceduto nel 2002 a BPU Banche popolari unite. Nell’Albo tenuto dalla Banca d’Italia sono comprese nell’ambito del Gruppo Sanpaolo IMI molte altre società, oltre alle banche, un centinaio in tutto: finanziarie di credito, leasing, factoring ecc.; finanziarie mobiliari di gestione fondi; SIM, finanziarie di partecipazione, società strumentali, società di riscossione ecc. Tra queste, oltre alle banche già citate, per il contributo ai risultati del Gruppo hanno particolare rilievo: Sanpaolo IMI Asset Management sgr e Assicurazioni Internazionali di Previdenza- AIP.

Oggi denomiato GRUPPO INTESA SANPAOLO

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