POLITICA MONETARIA

1. Parte della politica economica che ha per obiettivi specifici e prioritari la stabilità monetaria (stabilità del potere d’acquisto della moneta, ovvero stabilità dei prezzi), la stabilità del cambio, la stabilità del sistema finanziario. La politica monetaria ha assunto di recente anche un ruolo di surroga della politica fiscale (q.v.; v. anche moneta) nel governo della domanda aggregata in seguito alla sfiducia nelle politiche di tipo keynesiano. Gli strumenti della politica monetaria sono i controlli amministrativi diretti sul credito (p.e. massimale sugli impieghi; vincolo di portafoglio; vincoli sui tassi di interesse) e sui movimenti di capitale e i controlli indiretti, attraverso il mercato, con la manovra della base monetaria, dei tassi di interesse e del tasso di cambio. Largamente applicati nel regime dirigistico imperante fino agli anni Ottanta, i controlli amministrativi diretti sono stati poi abbandonati. Una questione importante per la politica monetaria, che costituisce anche un problema di costituzione materiale emerso negli ultimi venti anni nei Paesi industrializzati, è quello delle competenze in materia di politica monetaria, risolto generalmente nella loro attribuzione a una banca centrale operante autonomamente e indipendentemente dal Governo. Questo ruolo è oggi riconosciuto nel nostro Paese alla Banca d’Italia che opera dal 1°1.1999 come Banca Centrale Nazionale (BCN) nell’Eurosistema. Con l’avvio della terza fase dell’UEM la sovranità monetaria è stata, infatti, trasferita all’Eurosistema e alla BCE che ha il monopolio dell’emissione di moneta e, con esso, è in grado di fissare le condizioni del rifinanziamento delle banche nell’area dell’euro e, per questa via, di influenzare le condizioni delle negoziazioni nel mercato monetario.

2. Politica monetaria dell’Eurosistema.

a) Obiettivi
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Sebbene non esista una dichiarazione completamente esplicita, tuttavia dal coordinamento di diversi articoli del Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE) si rileva che l’obiettivo prioritario della politica economica comunitaria è la stabilità dei prezzi, il cui rispetto è obbligatorio per tutti gli Stati membri e per la Comunità. Tutte azioni e tutte le politiche degli Stati membri partecipanti all’Eurosistema (attualmente i 12) e della Comunità sono subordinate dall’art. 4.3 (ex 3A) e dall’art. 98 (ex art. 102 A) TCE al rispetto dei quattro principali obiettivi (“principi”) della stabilità dei pezzi e di altri tre (finanze pubbliche e condizioni monetarie sane, bilancia dei pagamenti sostenibile) che sono condizioni o aspetti del primo. Ciò attribuisce alla politica monetaria una preminenza rispetto alla politica fiscale e a tutte le politiche applicate della Comunità. La priorità del “principio” dei prezzi stabili è confermata dall’art. 105 TCE per il quale “l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità. Nel perseguimento dei propri obiettivi, il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficiente allocazione delle risorse”. La stessa dizione è ripresa nell’art. 2 dello Statuto del SEBC e della BCE (Protocol No. 18, ex No. 3, on the Statute of the ESCB and of the ECB).

3. Autorità monetarie comunitarie.

La politica monetaria è diretta dal SEBC e gestita dalla BCE, due organi tecnici istituzionalmente au- tonomi e indipendenti e non politici, a differenza dalla politica fiscale e dalle politiche applicate decise e gestite da organi politici e con procedure politiche (Consiglio dell’UE, ECOFIN, Commissione europea).

4. Strumenti di politica monetaria dell’Eurosistema.

Si classificano in tre gruppi: operazioni di mercato aperto, operazioni attivabili su iniziativa delle controparti; riserva obbligatoria. I primi due gruppi costituiscono operazioni creditizie e devono essere garantite da attività idonee dalle controparti. 4.1) Operazioni di mercato aperto. Sono volte dalle singole BCN su iniziativa della BCE e rappresentano lo strumento principale della politica monetaria dell’Eurosistema per il controllo dei tassi di interesse, la determinazione delle condizioni di liquidità sul mercato e l’indicazione dell’orientamento della politica monetaria. Vengono classificate da due punti di vista: secondo il contenuto dell’operazione in cinque tipi (operazioni temporanee di pronti contro termine, operazioni definitive, emissione di certificati di debito, swap in valuta e raccolta di depositi con durata prestabilita) e secondo gli obiettivi, la regolarità e le procedure in quattro categorie: operazioni di rifinanziamento principali, operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, operazioni di fine-tuning, operazioni di tipo strutturale. 4.1.a) Operazioni di rifinanziamento principali sono operazioni temporanee di finanziamento con frequenza settimanale e scadenza a due settimane, effettuate dalle BCN mediante aste standard secondo un calendario predefinito. Sono lo strumento principale per realizzare gli obiettivi attraverso le operazioni di mercato aperto e forniscono la maggior parte della liquidità necessaria al settore finanziario. 4.1.b) Operazioni di rifinanziamento a più lungo termine sono operazioni temporanee di fi- nanziamento con frequenza mensile e scadenza a tre mesi, effettuate dalle BCN mediante aste standard osservando un calendario prede- finito. Mirano a fornire alle controparti ulteriori finanziamenti a più lungo termine. Di norma, l’Eurosistema non utilizza questa tipologia di operazioni per inviare segnali al mercato e, di conseguenza, agisce in modo da non influenzare i tassi di interesse. 4.1.c) Operazioni di fine-tuning possono essere effettuate con una frequenza prestabilita e mirano sia a regolare la liquidità del mercato sia a controllare l’evoluzione dei tassi di interesse, principalmente per ridurre gli effetti che questi ultimi subiscono a causa di fluttuazioni impreviste della liquidità. Esse sono prevalentemente condotte come operazioni temporanee, ma possono anche assumere la forma di operazioni definitive, di swap in valuta o di raccolta di depositi con durata prestabilita. Gli strumenti e le procedure utilizzati per le operazioni di fine-tuning sono adeguati alla tipologia delle transazioni e agli obiettivi specifici da conseguire attraverso tali operazioni. Le operazioni di fine-tuning vengono di norma effettuate dalle BCN mediante aste veloci o procedure bilaterali.Il Consiglio direttivo deciderà se, in circostanze eccezionali, operazioni bilaterali di fine-tuning possano essere effettuate direttamentedalla BCE;

4.1.d) Operazioni di tipo strutturale


Mediante l’emissione di certificati di debito, operazioni temporanee e operazioni definitive. Tali operazioni, temporanee o definitive, sono effettuate quando la BCE intende modificare la posizione strutturale dell’Eurosistema nei confronti del settore finanziario (su base regolare o non regolare). Le operazioni di tipo strutturale sotto forma di operazioni temporanee e di emissione di certificati di debito sono effettuate dalle BCN attraverso aste standard, quelle di carattere definitivo sono condotte attraverso procedure bilaterali.

4.2) Operazioni attivabili su iniziativa delle controparti
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Le operazioni attivabili su iniziativa delle controparti mirano a immettere e ad assorbire liquidità overnight, a segnalare l’orientamento generale della politica monetaria e a porre un limite alle fluttuazioni dei tassi di interesse sul mercato overnight. Le controparti possono accedere di propria iniziativa a due specie di operazioni, gestite dalle BCN a livello decentrato. La prima consiste delle operazionidi rifinanziamento marginale utilizzate dalle controparti per ottenere dalleBCN liquidità overnight, a fronte di attività idonee. Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale costituisce in genere un limite massimo per il tasso di interesse del mercato corrispondente. La seconda specie è data dai depositi overnight che le controparti possono aprire presso le BCN. Il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale costituisce in genere un limite minimo per il tasso di interesse del mercato overnight.

4.3) Riserva obbligatoria
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Sono imposte alle banche e consistono nell’obbligo di costituire su conti aperti presso le banche centrali nazionali dell’area dell’euro depositi di ammontare determinato in relazione a certe poste di bilancio. Ha per obiettivi di stabilizzare i tassi di interessedel mercato monetario, di creare (o ampliare) il fabbisogno di liquidità del mercato e di contribuire al controllo dell’espansione monetaria (v. riserva obbligatoria).

4.4) Attività idonee a essere accettate in contropartita
di operazioni creditizie delle BCN.
L’18.1 dello Statuto del SEBC e della BCE prescrive che tutte le operazioni creditizie delle BCN dell’Eurosistema devono essere effettuate a fronte di adeguate garanzie. La gamma di attività in contropartita delle operazioni è abbastanza ampia e sono distinte in due liste: “lista di primo livello” e “lista di secondo livello”. La lista di primo livello comprende strumenti di debito negoziabili che soddisfano i criteri uniformi di idoneità definiti dalla BCE, validi per l’intera area dell’euro. La lista di secondo livello comprende ulteriori attività, negoziabili e non negoziabili, di particolare rilevanza per i mercati finanziari e i sistemi bancari nazionali e per le quali i criteri di idoneità sono fissati dalle BCN, previa approvazione della BCE. Per quanto riguarda la qualità delle attività e il loro utilizzo nelle diverse tipologie di operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema, non viene effettuata alcuna distinzione tra le due liste (come unica eccezione, le attività di secondo livello non sono di norma utilizzate nelle operazioni definitive).