MOT

Acr. di: Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato. Comparto del mercato mobiliare gestito dalla Borsa Italiana spa, secondo il Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana spa con le relative Istruzioni (gli ultimi sono in vigore dal 15.7.2002). Sul MOT si negoziano contratti di compravendita relativi ad obbligazioni diverse da quelle convertibili e titoli di Stato. Come l’MTA, il MOT funziona secondo due diverse modalità: asta di apertura, a sua volta articolata nelle fasi di selezione degli strumenti finanziari negoziabili (pre-asta preventiva e asta preventiva), seguite dalle fasi di determinazione del prezzo di apertura (pre-asta definitiva) e di conclusione dei contratti (asta definitiva) e negoziazione continua. Analogamente a quanto previsto per l’MTA, la Borsa Italiana spa suddivide il MOT in cinque segmenti omogenei per modalità e orari di negoziazione, ripartendo i titoli sulla base di criteri oggettivi, tenendo conto fra l’altro del tipo, del valore nominale in circolazione e della liquidità rilevati in un determinato periodo: BOT, BTP, CTE e CTZ; CCT e CTO; obbligazioni denominate in lire; obbligazioni denominate in euro; obbligazioni denominate in valuta estera. Sono autorizzati alle negoziazioni sul MOT le banche, le SIM e gli agenti di cambio autorizzati ala negoziazione per conto terzi. Il prezzo ufficiale dei titoli del MOT è dato dal prezzo di apertura (ossia quello d’asta definitiva) e, in mancanza di questo, dalla media ponderata per le relative quantità dei prezzi dei contratti conclusi mediante sottoscrizione per abbinamento (escludendo quindi quelli conclusi mediante applicazione). L’introduzione dell’euro ha determinato mutamenti significativi nei mercati obbligazionari europei. Sebbene sia aumentato il grado di integrazione dei mercati nazionali, specie quelli dei titoli di Stato e si sia intensificata l’attività nei mercati sia primari sia secondari, diversi segmenti di mercato rimangono ancora poco sviluppati in termini di spessore, efficienza e completezza. L’eliminazione del rischio dicambio ha permesso agli investitori di accrescere la diversificazione a livello d’area dei portafogli obbligazionari, composti in precedenza prevalentemente da titoli nazionali. L’integrazione dei mercati obbligazionari dell’UE è ancora ostacolata dall’esistenza di talune barriere quali la differente regolamentazione dei diritti di proprietà e dei sistemi di governo societario, la diversa normativa contabile e dei diritti di custodia e di regolamento. Per rendere più competitivi a livello europeo i mercati regolamentati ed il MOT, la Borsa Italiana spa ha introdotto un nuovo comparto di mercato, denominato EuroMOT, per la negoziazione di euro-obbligazioni, obbligazioni di emittenti esteri e asset backed securities, divenuto operativo nel gennaio 2000.