FONDO COMUNE D'INVESTIMENTO

Il fondo comune di investimento può essere genericamente definito come forma di investimento collettivo1 dove i partecipanti, cioè coloro i quali investono nel fondo, sono proprietari della quota versata. L’insieme delle quote rappresenta il patrimonio complessivo del fondo comune di investimento, patrimonio che è considerato comunque indiviso. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 L’attuale nozione di fondo comune di investimento – applicabile sia ai fondi mobiliari che a quelli immobiliari – è contenuta nell’art. 1, comma 1, lettera j) del Testo unico della finanza (Tuf), come modificato dall’art. 32, comma 1, del D.L. n. 78/2010. Alla luce della formulazione, per “fondo comune di investimento”, si intende “il patrimonio autonomo raccolto, mediante una o più emissioni di quote, tra una pluralità di investitori con la finalità di investire lo stesso sulla base di una predeterminata politica di investimento; suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti; gestito in monte, nell’interesse dei partecipanti e in autonomia dai medesimi”. In sintesi, l’investitore (detto anche partecipante o sottoscrittore) partecipa ad un investimento comune, il fondo comune di investimento, acquistando delle quote di tale strumento. Sebbene ogni sottoscrittore sia in possesso di un numero di quote differenti dagli altri investitori, il patrimonio del fondo è considerato come unico e in comunione tra i partecipanti in funzione delle quote versate. Le quote, di cui si è appena parlato, attribuiscono a tutti i loro sottoscrittori gli stessi diritti ed hanno tutte lo stesso valore in funzione del valore di mercato del patrimonio complessivo del fondo. Il valore del patrimonio del fondo dipenderà, ovviamente, dal mercato ma anche dalla qualità del soggetto delegato a prendere decisioni sugli investimenti da intraprendere. Tale soggetto è rappresentato dalla Società di Gestione del Risparmio (SGR). I fondi comuni di investimento possono essere "aperti" o "chiusi": nella prima tipologia l’investitore può decidere di sottoscrivere delle nuove quote o chiedere il rimborso di quelle possedute in qualsiasi momento. Ovviamente il controvalore che dovrà pagare/ricevere sarà determinato dal valore di mercato della quota al momento della sottoscrizione/rimborso. Nella seconda tipologia di fondi, i fondi "chiusi", una volta che il fondo è stato creato e quindi sono state raccolte le adesioni, non è più possibile che nuovi sottoscrittori partecipino all’investimento. In merito alla richiesta di rimborso delle quote sottoscritte, i fondi chiusi prevedono l’impossibilità di riscatto se non alla cessazione del fondo di investimento o, altrimenti, non prima di una data stabilita.
I fondi comuni d’investimento sono poi classificati in relazione della percentuale di investimento azionario in essi presente. Secondo la classifica "Assogestioni", possono essere individuate cinque macrocategorie di fondi comuni di investimento in relazione all’ "asset allocation di base"2:

All’interno di queste macrocategorie è possibile individuare un numero elevatissimo di ulteriori distinzioni: ci sono fondi che investono su titoli di un singolo paese (Italia, Francia, Nord America), su aree geografiche (Europa, Stati Uniti, Europa dell’Est, Nord o Sud Africa, Asia), su categorie di paesi (paesi sviluppati o emergenti), sulle valute (dollaro o euro), fino ad arrivare ai fondi comuni di investimento tematici e cioè che investono su particolari titoli. Troveremo, pertanto, fondi che investono in società appartenenti al settore dell’energia rinnovabile, società la cui attività è legata all’estrazione mineraria (oro, argento, palladio, ecc.) o all’agricoltura, ecc.ecc.

 

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Vedi anche:

Fondi comuni di investimento BANCA POPOLARE DI VICENZA

Fondi comuni d'investimento BAPR

Fondi comuni d'investimento Gruppo BPER

Fondi comuni d'investimento Gruppo CARIGE

Fondi comuni d'investimento INTESA SANPAOLO

Fondi comuni d'investimento UBI BANCA

Fondi e Sicav VENETO BANCA

Fondi FIDEURAM

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1Forestieri G.- Mottura P., (2000), "Il Sistema Finanziario", EGEA, Milano. 
2Si veda la classificazione Assogestioni su WWW.ASSOGESTIONI.IT
Editore: Mirko IORI
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