FIDEIUSSIONE

Obbligazione che un soggetto (detto fideiussore) assume verso il creditore di altro soggetto a garanzia dell’adempimento dell’obbligazione, anche futura o condizionale di quest’ultimo. Il fideiussore, quindi, assume verso il creditore un debito distinto da quello del debitore principale ed è tenuto ad adempiere solo in caso di inadempimento di quest’ultimo. Conseguentemente l’obbligazione fideiussoria è sussidiaria ed accessoria: sussidiaria, in quanto, dovendo essere adempiuta solo se non è adempiuta l’obbligazione principale, si pone, rispetto alla stessa, in un grado diverso; accessoria, in quanto, salvo che la fideiussione sia prestata per un’obbligazione assunta da un incapace, è valida solo se è valida l’obbligazione principale e non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore principale né può essere assunta a condizione più onerose. Fonte della fideiussione può essere o la legge (c.d. fideiussione legale) o la volontà delle parti (c.d. fideiussione volontaria). In quest’ultimo caso viene posto in essere un negozio di garanzia che può avere qualsiasi forma, purché la volontà di assumere l’obbligazione sia espressa. La fideiussione può essere assunta senza un corrispettivo (fideiussione gratuita) o in corrispettivo di un compenso che il creditore dà o promette al fideiussore o ad un terzo (fideiussione onerosa). L’obbligazione fideiussoria volontaria, inoltre, può essere contenuta in un testamento, oppure può formare oggetto di una promessa unilaterale (come avviene nella obbligazione fideiussoria incorporata in un titolo di credito), o di un contratto, che di regola contiene la dichiarazione di volontà del fideiussore e del creditore. Il contratto può anche essere stipulato, a favore del creditore, dal fideiussore e dal debitore, nel qual caso si ha un contratto a favore di terzo. Infine l’assunzione dell’obbligazione può essere oggetto di una specifica clausola, detta fideiussoria, inserita in un contratto avente un diverso oggetto, come p.e. avviene nel caso della fideiussione prestata dal mediatore, nel contratto di mediazione, per una delle parti. La fideiussione può essere prestata per tutto il debito ed alle condizioni per questo esistenti (fideiussione piena o illimitata) oppure per una parte soltanto del debito o a condizioni meno onerose (fideiussione parziale o limitata); i suoi effetti si producono anche se il debitore non ne ha conoscenza e, salvo patto contrario, si estendono agli accessori del debito ed a determinate spese. Il fideiussore è obbligato al pagamento del debito in solido col debitore principale, ma tale solidarietà può mancare (fideiussione semplice), quando è esclusa o dalla legge o dalla volontà delle parti, quando cioè queste convengono che il fideiussore non sia tenuto a pagare prima dell’escussione del debitore principale (fideiussione con beneficio di escussione). In tale ultimo caso il fideiussore, che sia convenuto dal creditore ed intenda valersi del beneficio dell’escussione, deve indicare i beni del debitore principale da sottoporre ad esecuzione e, salvo patto contrario, deve anche anticipare le spese necessarie. Il fideiussore può opporre al creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale, salva quella derivante dall’incapacità. In caso di fideiussione prestata da più persone (fideiussione cumulativa), ognuna di queste è obbligata per l’intero debito, salvo che sia stato convenuto il beneficio della divisione, nel quale caso, di norma, l’obbligazione di ogni fideiussore è limitata alla sua quota. Il fideiussore del fideiussore non è obbligato verso il creditore se non nel caso in cui il debitore principale e tutti i fideiussori di questo siano insolventi o siano liberati perché incapaci. Il fideiussore che ha pagato é surrogato nei diritti del creditore verso il debitore e può agire in regresso verso gli altri fideiussori nei limiti delle rispettive porzioni. La fideiussione si estingue in tutti i casi in cui si estingue l’obbligazione principale e, inoltre, per cause sue proprie, come p.e., la rinunzia alla garanzia da parte del creditore e la confusione nella stessa persona della qualità di fideiussore e di debitore.

Artt. 1936-1957 del Codice Civile e artt. 115-117 del T.U.B.

 

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