ESPORTAZIONE

Flusso di beni e servizi verso l’estero in dipendenza di domanda creatasi fuori dei confini nazionali. La teoria classica ha dato inoppugnabili prove dell’importanza dello scambio in genere, che produce aumento dell’utilità dei beni che ne sono oggetto. In dipendenza dello scambio tra paesi diversi si determinerebbe una spontanea divisione territoriale del lavoro che consentirebbe a ciascuno Stato di specializzarsi in quelle produzioni per le quali è in grado di operare nelle condizioni più favorevoli, e di procurarsi negli altri paesi i beni che avrebbe dovuto produrre con maggiore sacrificio. Costituendo, a livello macroeconomico, una componente della domanda, come i consumi e gli investimenti, l’esportazione rappresenta uno dei motori dell’aumento della produzione e del reddito. Il flusso valutario che ne deriva determina comunque, in prima istanza, un aumento delle riserve valutarie che la banca centrale può utilizzare per la difesa del cambio della moneta nazionale. Le esportazioni, ai fini della contabilizzazione nella bilancia commerciale, vengono computate per il loro valore al momento in cui lasciano il paese, e quindi con esclusione delle spese di trasporto e di assicurazione della frontiera a destinazione. Le esportazioni di servizi comprendono tutti i servizi resi da residenti a non residenti: trasporto di beni e di passeggeri, altri elementi dei servizi di trasporto (uso di porti e aeroporti, servizi di pilotaggio e rimorchio, noleggio di navi e altri mezzi di trasporto a non residente), servizi di assicurazione ed altri (mediazione commerciale, comunicazione, consulenze professionali, pubblicità, ricerca e assistenza industriale, noleggio di film, credito, saldi di operazioni di arbitraggio ecc.). Le esportazioni di servizi sono valutate in base alle tariffe, onorari e diritti riscossi dagli esportatori, fatta eccezione per le assicurazioni, per le quali ai premi lordi riscossi si applica il rapporto tra compenso del servizio e premi lordi calcolato per l’insieme delle unità residenti.