CURRENCY SWAP

Contratto con il quale due parti si accordano per lo scambio di due serie di pagamenti, denominate in due valute diverse, al fine di soddisfare esigenze opposte di copertura dal rischio di variazione dei rapporti di cambio (v. rischio di cambio). L’interesse per uno swap di valuta può sorgere per un importatore ed un esportatore con posizioni rispettivamente passive e attive denominate in valuta estera, in relazione alle quali desiderino predeterminare costi massimi o ricavi minimi espressi in valuta domestica. La tecnica del currency swap non è particolarmente proficua per esposizioni sul breve termine (fino ad un anno), che possono essere agevolmente coperte sul mercato a termine dei cambi, mentre risulta particolarmente utile per esposizioni a medio-lungo termine, in assenza di un mercato forward applicativo per tali scadenze. Il contratto più diffuso di currency swap tra contraenti nazionali (domestic currency swap) prevede lo scambio di debiti e crediti nella medesima valuta, sorti in seguito a transazioni commerciali poste in essere con controparti non residenti, con pagamenti periodici di interessi. La struttura del contratto si basa sullo scambio di due flussi teorici, lo scambio iniziale del capitale ed il rimborso finale, ed un flusso effettivo, relativo agli interessi ed alle variazioni nei rapporti di cambio. Il primo flusso teorico prevede un finanziamento in lire indicizzate dall’importatore all’esportatore, contro un finanziamento in lire per la stessa scadenza in senso opposto. L’indicizzazione è ottenuta correlando il finanziamento in lire all’andamento del rapporto di cambio con una delle valute di conto valutario, in genere il dollaro. Sul finanziamento indicizzato verrà calcolato un tasso d’interesse per quella valuta, mentre sul finanziamento rimborserà all’esportatore il finanziamento in lire aumentato degli interessi; l’esportatore rimborserà il finanziamento indicizzato, computando eventuali differenze tra il tasso dicambio fissato nel giorno di stipulazione del contratto e quello spot quotato a scadenza, più gli interessi maturati. Dalle condizioni pattuite è possibile risalire al cambio a termine implicitamente adottato e che costituisce il punto di indifferenza, in corrispondenza del quale non si determinerà alcun flusso di valuta: se il cambio effettivo a scadenza sarà inferiore, sarà l’importatore a dover liquidare la differenza; se superiore, sarà l’esportatore a rimborsare l’importatore. In tal modo il contratto di swap include sia il riconoscimento degli interessi che il pagamento delle differenze di cambio, dal momento che il meccanismo di indicizzazione copre entrambi gli elementi. Non è inoltre indispensabile che le condizioni di importo e di scadenza dei debiti/crediti scambiati coincidano, in quanto, con opportune combinazioni di più contratti, è possibile comunque raggiungere gli obiettivi di copertura dai rischi. Alla chiusura dello swap, l’esportatore venderà sul mercato dei cambi il corrispettivo della fattura incassata; se il cambio a pronti negoziato sul mercato sarà inferiore a quello predeterminato in sede di stipulazione del contratto, egli riceverà un’integrazione da parte dell’importatore; viceversa, se il cambio di mercato sarà superiore, dovrà essere lui a versare il differenziale all’importatore. In altri termini, le due controparti hanno coperto la rispettiva esposizione al rischio di cambio al valore di tale rapporto fissato implicitamente per contratto (tasso a termine dello swap). Tale cambio è garantito dalla liquidazione alla scadenza del differenziale di interesse e di cambio. Entrambi hanno così ottenuto di condurre l’operazione in termini certi, contro la rinuncia ad un guadagno potenziale dato dal prezzo di copertura dal rischio. L’esempio descritto è il caso più semplice di swap di valuta fra residenti. Il currency swap, tuttavia, può prevedere, oltre allo scambio di flussi di interessi a tasso fisso (fixed rate currency swap), anche lo scambio di un flusso di interessi a tasso fisso con un flusso di interessi a tasso variabile (currency coupon swap), nel qual caso esso combina la tecnica dell’interest rate swap con quella del currency swap.