CORONA DANESE

Codice ISO: DKK. La corona danese vide la luce nel 1618 come tentativo di porre fine al disordine monetario che regnava nel paese e che si prolungò per molto tempo in relazione diretta con le vicende politiche che contrassegnarono i rapporti con la Svezia, la Norvegia e le città anseatiche. La corona danese divenne moneta effettiva d’argento solo nel XVIII secolo. Con l’assestamento dei rapporti tra gli stati scandinavi, la Danimarca creava nel 1872 con la Svezia e la Norvegia l’Unione monetaria scandinava con a base la corona d’oro comunitaria, con una parità aurea di 0,403226 grammi di fino. Questa parità, uguale a quella della corona svedese e della corona norvegese, corrispondeva a un cambio di 18,1595 corone per sterlina britannica. Nel 1873 l’Unione monetaria scandinava entrava in regime di gold standard, creato dalla Gran Bretagna con le leggi monetarie del 1816-1821. Al regime aureo avevano aderito in seguito il Portogallo e dopo la guerra franco- prussiana la Germania di Bismarck. Proprio la scelta del regime aureo da parte della Germania contribuì ad aggravare la crisi dell’argento, che coinvolse anche l’Unione monetaria latina. Con l’inizio della prima guerra mondiale, quando già l’Unione monetaria scandinava era di fatto inoperante, anche la convertibilità della corona danese fu sospesa. Dopo la guerra ebbe inizio una politica di recupero del cambio prebellico e della sua stabilizzazione, che si concluse nel 1926. Nel frattempo era stata creata alla pari la corona islandese. Nel 1931 la corona rimaneva coinvolta nella crisi della sterlina e subiva le pressioni degli agricoltori danneggiati dalla politica di recupero del cambio. All’inizio del 1933 fu decisa una svalutazione del 19% e il cambio fu posto in 22,40 corone per sterlina. Nel 1936, in seguito alle vicende monetarie internazionali e in specie europee, fu necessario istituire il controllo dei cambi valutari. Nell’aprile del 1940 con l’occupazione del paese da parte della Germania, la corona entrava nell’orbita monetaria tedesca e ne subiva gli effetti. Fu stabilito un cambio di una corona per mezzo Reichsmark, palesemente sottovalutato, giacché conveniva alla Germania pagare a basso prezzo i prodotti danesi, specie quelli alimentari. Dopo la fine della seconda guerra mondiale le autorità monetarie danesi ridussero il volume della carta moneta in circolazione e stabilirono un cambio di 19,36 corone per sterlina britannica e di 4,80 corone per dollaro. Il contenuto aureo della corona veniva definito in 0,185178 grammi di fino e veniva comunicato al FMI nel 1946. Nel 1949 la crisi della sterlina coinvolgeva la corona, che si svalutava del 30,4%. La nuova parità aurea risultava di 0,12866 grammi di fino, corrispondente a un cambio di 6,91 corone per dollaro Usa. Pur con qualche difficoltà il nuovo cambio resse fino alla seconda svalutazione della sterlina nel 1967, che determinò la svalutazione del 7,9% della corona. La parità aurea fu abbassata a 0,11849 grammi di fino, corrispondente a un cambio di 7,5 corone per dollaro. Un altro mutamento della parità aurea con una svalutazione dell’1,03% in termini di oro avvenne con l’accordo smithsoniano del dicembre 1971 e fu posto il cambio di 6,98 corone per dollaro. Nel 1972 la corona danese entrava in regime di fluttuazione con le altre monete delserpente monetario europeo, con una fascia di fluttuazione del 4,5% in più o in meno del tasso centrale di parità. Nel 1973 in occasione della seconda svalutazione del dollaro il cambio passava a 6,282 corone per dollaro. Nel 1979 la corona entrava nello SME e dopo un iniziale indebolimento riusciva a mantenersi nella fascia di fluttuazione prevista dagli accordi monetari di cambio europei. Da ultimo la corona ha subito pressioni al ribasso in occasione della crisi valutaria del 1992-93, con un indebolimento che è continuato negli anni successivi senza però dar luogo a svalutazioni. La Danimarca pur facendo parte dell’Unione Europea è però rimasta fuori dall’UEM e quindi con l’inizio del 2002 la corona non sarà sostituita dall’Euro.