EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI

Operazione relativa all’assunzione, da parte delle società per azioni, in accomandita per azioni, e degli enti pubblici economici, di debiti pecuniari verso terzi, ai quali vengono rilasciati particolari documenti (obbligazioni, al portatore o nominative) (v. obbligazioni; obbligazioni convertibili o doppie) che incorporano il corrispondente diritto e, quindi, costituiscono titoli di credito. L’emissione non è, di norma, consentita per somma eccedente il capitale versato ed esistente in base all’ultimo bilancio approvato, a meno che le obbligazioni siano garantite da ipoteca su immobili di proprietà sociale, fino a due terzi del valore di questi, o da titoli nominativi emessi o garantiti dallo Stato o che la società sia autorizzata dall’autorità governativa. Consegue che la società che ha emesso obbligazioni non può ridurre il capitale sociale se non in proporzione delle obbligazioni rimborsate. L’emissione, trattandosi di atto eccedente l’ordinaria amministrazione, deve essere deliberata dall’assemblea straordinaria e la deliberazione deve essere depositata presso la cancelleria del tribunale competente per l’omologazione e l’iscrizione nel registro delle imprese (attualmente sostituito dalla cancelleria del tribunale); condizione questa perché possa essere eseguita. Le obbligazioni debbono indicare la denominazione, l’oggetto e la sede della società, l’ufficio del registro delle imprese presso il tribunale al quale è iscritta, il capitale sociale versato ed esistente, la data della deliberazione dell’assemblea, e della sua iscrizione nel registro della cancelleria, l’ammontare complessivo, il valore nominale di ciascuna, il saggio d’interesse, il modo di pagamento e di rimborso e, infine, le eventuali garanzie. È prevista un’assemblea degli obbligazionisti, che nomina un rappresentante comune degli stessi, in presenza del quale (o, in mancanza, di un notaio) debbono farsi, a ena di nullità, le operazioni per l’estrazione a sorte delle obbligazioni.

Emissione di obbligazioni delle banche

Le banche, in qualunque forma costituite, possono emettere obbligazioni, anche convertibili, nominative o al portatore (v. obbligazioni bancarie). Le modalità sono però stabilite in modo differenze secondo l’entità del patrimonio di vigilanza degli emittenti. La normativa è disciplinata dalla Banca d’Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR (art. 12.5 TUBC). L’emissione delle obbligazioni non convertibili o convertibili in titoli di altre società è deliberata dal consiglio di amministrazione (e non dall’assemblea, come è prescritto invece per le altre società di capitali) e non è soggetta al limite di importo rappresentato dal capitale esistente secondo l’ultimo bilancio approvato. Gli interessi percepiti da persone fisiche sono soggetti a ritenuta per imposta sostitutiva del 12,5%. Le obbligazioni emesse da banche con azioni quotate sono ammesse di diritto alla quotazione.