DERIVATI DEI COMUNI ITALIANI

Esiste un rapporto tra la misura di utilizzo degli strumenti derivati e la dimensione dell’indebitamento dei Comuni italiani?

A seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, lo Stato delega ai Comuni il potere di gestione delle proprie casse e questi iniziano a rivolgersi ai mercati finanziari, specialmente facendo ricorso a contratti derivati. La scarsa informazione e la non regolamentazione, sembra aver portato i Comuni alla deriva.

In seguito, subentrano le prime regolamentazioni, da parte dello Stato, per frenare il fenomeno “derivati” nella vita dei Comuni.

L'analisi dell'utilizzo di questi strumenti finanziari è stata svolta in riferimento agli anni 2012, 2013, 2014, ricavando dai rendiconti finanziari di ogni Comune i dati relativi ai derivati, visionandoli per il loro ammontare, il loro impiego e la loro efficacia e non.

Ebbene, dai risultati ottenuti a seguito del calcolo di alcuni indici sui dati dei Comuni, possiamo dire che la relazione tra la misura dell’utilizzo dei derivati e la dimensione dell’indebitamento del Comune non esiste in linea generale, e se esiste è di tipo negativo, sia perché i Comuni sono vincolati dalla Legge Finanziaria 2009 nel divieto di stipula di nuovi strumenti derivati, sia perché i Comuni con maggior indebitamento fanno un utilizzo contenuto dei contratti.

 

Redattore: Giulia BRUZICHES