DUPLICATO DI ASSEGNO

Assegno bancario, purché non al portatore, emesso in diversi esemplari in un paese e pagabile in un altro paese oppure in una parte d’oltre mare dello stesso paese (art. 66 r.d. 21.12.1933 n. 1736) I duplicati devono essere numerati nel contesto di ciascun titolo, altrimenti si considerano assegni bancari distinti. La funzione è quella di prevenire il danno dell’eventuale perdita dell’originale e consentire la riscossione nonostante il suo smarrimento. Il pagamento di un duplicato è liberatorio, sia per il traente che per i giranti, ancorché sia dichiarato che tale pagamento annulla gli effetti degli altri duplicati. Tuttavia, in caso di trasferimento dei duplicati a differenti persone da parte di un girante, questi ed i successivi giranti sono obbligati per tutti i duplicati che rechino la loro firma e non siano stati restituiti. Il termine duplicato viene usato anche per indicare il titolo che viene rilasciato in sostituzione di un assegno bancario al quale sia stata apposta la clausola “non trasferibile” (v. assegno non trasferibile) e che sia andato smarrito, sottratto o distrutto. In questo caso, infatti, non è ammessa la procedura di smarrimento, ma a portatore ha, appunto, solo il diritto di richiedere un duplicato del titolo.