DRACMA GRECA

Codice ISO: GRD. Gr.: draxmÆ; it. anche dramma. Emessa per la prima volta verso la fine del VII secolo a.C., la dracma è stata fino all’epoca moderna moneta effettiva e moneta di conto nel mondo greco, bizantino e turco. Il periodo più luminoso è stato quello delle poleis e soprattutto di Atene e praticamente coincide con la storia di questa città fino alla calata dei Romani. Intanto si era già affermata la dracma tolemaica, specie nella versione della tetradramma emessa nella zecca della città di Alessandria, diventata in seguito la principale piazza finanziaria del Mediterraneo. Con la conquista romana la tetradramma sopravvisse fino all’anno 295 della nostra era, allorché l’imperatore Diocleziano pose fine all’isolamento monetario dell’Egitto voluto da Augusto per ragioni strategiche e mantenuto dai successivi imperatori. Diocleziano sostituì la tetradramma con il follis o nummo italico di 1/33 di libbra di bronzo argentato al 3,7%. La dramma moderna ricomparve in Grecia con la conquista della libertà dal dominio turco e nel 1833 fu emessa nel peso di 4,06 grammi d’argento ed equivalente a 1/6 della piastra spagnola. Tre anni dopo la dracma veniva regolata sul sistema decimale nella doppia versione di dracma d’argento equivalente al franco germinale di 4,50 grammi e di dracma d’oro di 0,290322 grammi di fino. Nel 1868 la Grecia fu ammessa nell’Unione monetaria latina per motivi politici. La dracma non poteva però reggere la parità con le monete dell’Unione più forti, come il franco svizzero. Fu necessario introdurre più volte il corso forzoso della carta moneta. Entrata in crisi l’Unione monetaria latina, soltanto nel gennaio del 1885 la convertibilità veniva incautamente ripristinata, tanto che dopo pochi mesi era necessario ritornare al corso forzoso. La stabilizzazione del 1910 fu di breve durata, perché gli eventi bellici si ripercossero anche sulla Grecia. La riforma monetaria del 1922 dimezzava il valore facciale della carta moneta. Nel 1928 la politica allora detta di stabilizzazione portò alla svalutazione del 93,6%. La dracma d’oro inconvertibile ebbe una parità aurea di 0,019526 grammi di fino al cambio di 375 dracme per lira sterlina. Con la crisi della sterlina del 1931 la dracma si agganciò al dollaro previa svalutazione del 49%.Nel 1933 la dracma fu svalutata di nuovo del 56% e si agganciò al franco Poincarè al cambio di 7 dracme per franco. Nel 1936, in seguito alla caduta del franco francese, la dracma si ancorò di nuovo alla valuta britannica al cambio di 548 dracme per sterlina. Durante la seconda guerra mondiale anche la Grecia conobbe le monete di occupazione degli eserciti italiani, tedeschi e alleati, che la percorsero con conseguente grande inflazione. Nel novembre del 1944 una riforma monetaria creava la nuova dracma nel controvalore di una dracma nuova contro 50 miliardi di dracme vecchie. L’inflazione aveva portato la massa monetaria a 2.500 trilioni di dracme (con un trilione uguale al milione elevato alla terza potenza). II cambio estero fu posto sulla base di 150 nuove dracme per dollaro Usa. Le lotte politiche interne e altri fattori non consentirono alla valuta greca di godere di una certa stabilità. Un prolungato processo inflazionistico fece cadere ripetutamente il cambio estero, finché nel 1954 fu decisa l’emissione di un’altra nuova dracma al cambio di conversione di 1.000 dracme vecchie. Il cambio era salito a 30.000 dracme per dollaro. Il nuovo cambio derivò dal taglio di tre zeri e la relativa parità aurea fu dichiarata al FMI nella misura di 0,022622 grammi di fino. La dracma riuscì a rimanere nel sistema dei cambi fissi senza ulteriori gravi problemi, ma nel 1971 seguì le sorti del dollaro. In seguito ci fu un certo apprezzamento fino al massimo di 26,9 dracme per dollaro. Dal 1975 ebbe però inizio un altro periodo di deprezzamento fino a portarsi nel giugno del 1985, vigilia dell’ingresso nello SME, alla quotazione di 147,25 dracme per dollaro. Anche nello SME la dracma ha subito un sistematico indebolimento e ha continuato a rimanere una valuta debole nell’ambito dell’area monetaria dell’Unione Europea. Dal 1° gennaio 2001 la dracma è entrata nell’area dell’euro e come le altre monete dell’Eurosistema ha cessato di circolare nel corso del 2002.