DOMANDA GIUDIZIALE

Dichiarazione di volontà con cui un soggetto, esercitando il potere di azione, chiede la tutela in via giurisdizionale di un suo diritto soggettivo o di un suo interesse legittimo. Il principio della domanda è espresso dall’art. 2907, 1° comma c.c. (“alla tutela giurisdizionale dei diritti provvede l’autorità giudiziaria su domanda di parte e, quando la legge lo dispone, anche su istanza del pubblico ministero o d’ufficio”) e dall’art. 99 c.p.c. (“chi vuole fare valere in giudizio un diritto deve proporre domanda al giudice competente”). Di regola la domanda giudiziale è l’atto che dà luogo alla costituzione del processo o ad una fase di esso successiva ad altra già svolta, costituendo uno dei c.d. presupposti processuali, ma può inserirsi anche in un processo già in corso. Il processo, una volta instaurato, impedisce la riproposizione della medesima domanda in un altro processo. Con la domanda giudiziale viene virtualmente definito l’oggetto dei rapporto giuridico processuale, dovendo il giudice pronunciare sulla stessa e non oltre i limiti di essa; occorre, poi, perché tale pronuncia venga emessa, che la parte contro la quale la domanda è proposta sia stata regolarmente citata o sia comparsa (principio dei contraddittorio). Permane nel nostro ordinamento la tendenza a prevedere come forma prevalente della domanda la citazione, e in via residuale il ricorso. Quando la domanda si propone mediante citazione, essa deve essere notificata alla controparte e sottoscritta dalla parte e dal suo difensore, deve indicare l’oggetto o il bene giuridico di cui si chiede la tutela e le ragioni di fatto e diritto poste a fondamento della stessa. Nei casi in cui invece la legge stabilisce la forma del ricorso esso è presentato direttamente al giudice, con la sola individuazione dell’oggetto della controversia (editio actionis) e non anche della controparte, con la sua chiamata in causa (vocatio in ius). Eccezionalmente, per le cause davanti al Giudice di Pace e per le cause di lavoro il cui valore non eccede le lire 250 mila, è pure prevista la proposizione orale della domanda, che viene trascritta in un apposito processo verbale a cura dei cancelliere.