DOCUMENTO INFORMATICO

1. Equiparato al documento cartaceo come scrittura privata, è il documento redatto attraverso sistemi informatici, ai sensi di quanto disposto dall’art. 15 l. 15.3.97 n. 59. Secondo il regolamento d’attuazione della legge (d.p.r. 10.11.1997 n. 517) il documento informatico ha la stessa efficacia attribuita alla scrittura privata, pertanto anch’esso fa piena prova della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritto. Ne consegue che l’originale del documento non è più costituito da quello cartaceo, bensì da quello informatico, ovverosia da quello che è contenuto in un file. La sottoscrizione di tale documento è effettuata per mezzo della firma digitale (o firma elettronica), la quale si ottiene mediante l’applicazione di una procedura informatica che si avvale di sistemi di cifratura che prevedono l’uso di chiavi asimmetriche. Lo scopo di tale procedura è sostanzialmente quello di attribuire la paternità del documento con certezza ad un determinato soggetto e allo stesso tempo di evitare la contraffazione della stessa firma. La firma digitale apposta sul documento informatico è parificata a tutti gli effetti alla sottoscrizione prevista per i documenti cartacei ed inoltre si ha per riconosciuta qualora la sua apposizione venga autenticata da un notaio o da un altro pubblico ufficiale.

2. Il successivo d.p.r. 28-12-2000 n. 445 ha dato definitiva attuazione a tale principio, riconosce validità al documento informatico a tutti gli effetti di legge, anche dell’efficacia probatoria, a condizione che questo sia conforme alle disposizioni del decreto, che ha previsto un complesso sistema di crittografia asimmetrica a chiave pubblica in grado di garantire in maniera univoca la provenienza e l’integrità del documento informatico. L’art. 10 del d.p.r. 28-12-2000 n. 445 estende al documento informatico anche le disposizioni dell’art. 2712 relativo alle riproduzioni meccaniche (fotografiche, cinematografiche, fonografiche ecc.) di fatti e di cose che formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.