DILIGENZA

Complesso oggettivo di cure e cautele richiesto dalla legge al soggetto gravato da un’obbligazione, in determinate situazioni o rapporti. Riguardano più il modo di adempimento degli obblighi che il loro contenuto. Il concetto di diligenza è molto elastico, poiché la quantità e la qualità di essa dipende dalla particolarità del rapporto o della situazione rispetto a cui la valutazione deve farsi. Nella maggior parte delle norme di diritto privato si parla di diligenza del buon padre di famiglia, inteso quest’ultimo non soltanto come il c.d. uomo medio, di comune intelligenza, ma anche come il cittadino avveduto che vive in un determinato ambiente sociale. È questa la c.d. diligenza media, la cui omissione dà luogo alla colpa ordinaria o lieve in caso di inadempimento dell’obbligazione, e fa sorgere la responsabilità, peraltro limitata al danno prevedibile. Da essa si distinguono la diligenza massima dell’uomo estremamente scrupoloso, l’omissione della quale è detta colpa lievissima e che non dà luogo a responsabilità, e la diligenza minima, la cui omissione è qualificata colpa grave ed è rilevante solo nei casi eccezionali nei quali la responsabilità è dalla legge limitata alla sussistenza di una colpa di tale grado. Peraltro queste distinzioni perdono valore quando dal campo della responsabilità c.d. contrattuale si passa a quello della responsabilità, estesa al danno non prevedibile, nella quale incorre chi, commettendo un fatto, ovvero omettendo un fatto che aveva il dovere di compiere, cagiona, in violazione del generico dovere del neminen laedere (cioè di non danneggiare alcuno), un danno ingiusto ad altri; tale responsabilità, detta extracontrattuale, sorge indipendentemente dal grado della diligenza omessa, bastando che sia stata trascurata una qualsiasi delle cure o cautele imposte dalla legge o dalla comune esperienza ed occorrendo solo che tale trascuratezza qualifichi un comportamento al quale il danno sia ricollegabile con rapporto di effetto a causa. Concetti analoghi valgono anche nel campo del diritto penale, nel quale per diligenza si intende ogni accortezza ed attenzione che si richiede ad un uomo normale e la cui mancanza, del compimento cosciente e volontario di un’azione o di un’omissione, costituisce, indipendentemente dalla gravità della disaccortezza o disattenzione, l’elemento psicologico del reato colposo.