DESPECIALIZZAZIONE DEGLI INTERMEDIARI CREDITIZI

Termine generalmente utilizzato per indicare un processo attraverso il quale gli intermediari creditizi perdono gradualmente le loro caratteristiche originarie di specializzazione (v. specializzazione bancaria). Nel nostro sistema creditizio tale processo si è verificato dal punto di vista temporale, funzionale e istituzionale. Per effetto della despecializzazione temporale si sono andate attenuando le differenziazioni tra banche ed istituti di credito speciale. In particolare le prime, anche grazie a successivi interventi di vigilanza, hanno gradualmente ampliato la quota nel loro attivo rappresentata da impieghi di durata superiore a 18 mesi e, a partire dal 1987, sono state autorizzate ad emettere certificati di deposito con scadenze a medio termine (tra 18 e 60 mesi). A loro volta gli istituti di credito speciale, assecondando la domanda di finanziamenti delle imprese, hanno teso a posizionarsi su scadenze dell’attivo e del passivo relativamente vicine al breve termine. A ciò ha contribuito, nella prima parte degli anni ottanta il desiderio di fronteggiare, spesso operando in una logica di gruppo, la domanda di credito insoddisfatta dalle banche per l’operare dei massimali all’accrescimento degli impieghi. Il processo di despecializzazione funzionale, a cui si è assistito soprattutto nel corso degli anni ottanta, ha interessato con diversa intensità le banche e gli istituti di credito speciale. Infatti, il fenomeno di tendenziale equiparazione degli ambiti operativi si è esplicato pienamente nell’ambito delle banche, mentre per gli istituti di credito speciale ha costituito a lungo una prospettiva evolutiva. In particolare si è assistito ad un processo di graduale uniformazione delle strutture dei bilanci delle banche per forme tecniche e per controparti, che ha contribuito a rendere maggiormente significativa la differenziazione riscontrabile a livello di gruppi dimensionali di banche. Infine, la despecializzazione istituzionale, ovvero tra categorie giuridiche di banche e di istituti di credito speciale, pur risultando realizzata di fatto per i motivi esposti, è stata sancita da alcuni provvedimenti legislativi nel corso degli anni Novanta. La legge di ristrutturazione del sistema creditizio (legge c.d. Amato-Carli 30.7.1990 n. 218), pur ribadendo il principio della formale specializzazione tra banche ed istituti di credito speciale, ha contribuito al superamento della specializzazione istituzionale degli intermediari creditizi. Tale legge, infatti, ha previsto la possibilità per gli enti creditizi pubblici di assumere una struttura privatistica, attraverso la forma di società per azioni; inoltre ha sancito la possibilità di realizzare operazioni di fusione intercategoriali, ovvero tra banche oppure tra istituti di credito speciale appartenenti a diverse categorie giuridiche, volte alla creazione di una società per azioni. La completa despecializzazione degli intermediari creditizi è stata sancita dal d.lg.14.12.1992 n. 481 e dal successivo d.lg. 1.9.1993 n. 385 (TUBC). Questi provvedimenti hanno riconosciuto l’esistenza di un’unica figura di intermediario creditizio, la banca, che può svolgere direttamente la pluralità delle attività precedentemente affidate alle banche ed agli istituti credito speciale.