DEPOSITO POSTALE

Somma di denaro che un soggetto detiene presso le Poste Italiane. I depositi a risparmio (introdotti dalla legge Sella del 1875 come forma di raccolta delle casse di risparmio postali) sono depositi irregolari di cui il BancoPosta acquista la proprietà con obbligo di restituire il tantundem. Il deposito può avvenire sotto forma di: apertura di un conto corrente postale (v. conto corrente postale); libretto di risparmio postale e buono postale fruttifero. Al depositante è rilasciato un libretto di risparmio sul quale vengono annotati i versamenti, i prelevamenti e gli interessi maturati. Il libretto può essere libero o vincolato e nominativo o al portatore. I versamenti per i libretti nominativi possono essere eseguiti anche presso gli uffici postali diversi da quelli dI emissione mentre per i libretti al portatore solo presso gli uffici postali che li hanno emessi.. I versamenti possono essere effettuati anche presso un ufficio diverso da quello detentore del conto, purché ne sia data immediata comunicazione allo stesso; anche i prelievi possono essere effettuati presso uffici diversi previa conferma della sufficienza della disponibilità. Per i libretti al portatore, l’art. 1, d.l. 3.5.1991 n. 143 (conv. con modif. nella l. 5.7.1991 n. 197; legge antiriciclaggio) richiede che il saldo non sia superiore a 20 milioni di lire. Sulle somme depositate è corrisposto un interesse il cui saggio è fissato con decreto del Tesoro. I libretti al portatore sono cedibili mediante la semplice consegna del titolo mentre per i libretti nominativi è necessario un atto pubblico o una scrittura privata autenticata da un notaio. I libretti nominativi possono essere sottoposti a vincolo per minore età, inabilitazione, interdizione, assenza dichiarata e usufrutto vitalizio. I libretti di risparmio possono essere utilizzati per effettuare depositi cauzionali a favore di amministrazioni statali, regionali, provinciali o comunali o di altri enti: in tal caso essi sono intestati all’Amministrazione o all’Ente con l’indicazione della persona che presta la cauzione e del motivo per cui la cauzione viene prestata. In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del libretto può essere rilasciato un duplicato. I Buoni fruttiferi postali sono titoli nominativi emessi dalle Poste Italiane S.p.A. Si distinguono in ordinari ed a termine. I buoni postali ordinari sono caratterizzati dalla corresponsione di un tasso d’interesse crescente col decorrere del tempo. I buoni postali a termine invece possono essere riscossi a scadenze e misure predeterminate. I buoni postali fruttiferi non sono soggetti a sequestro né a pignoramento, salvo che per ordine dell’autorità giudiziaria emesso in sede penale; non sono trasferibili se non per successione a causa di morte e non possono essere dati in pegno. Il deposito postale a risparmio è assimilabile al deposito bancario a risparmio. Sono peraltro riscontrabili alcune differenze le cui più significative consistono: a) nella prevalenza che viene data ai documenti contabili in possesso della Posta rispetto al libretto; b) nella possibilità eccezionale che (per essere il libretto già in possesso dell’Amministrazione per registrazioni e controlli) il compimento di talune operazioni possa avvenire senza la materiale esibizione del libretto; c) nella possibilità che siano prestati servizi speciali in ordine ai titoli del debito pubblico. Per quanto non regolato dalla normativa speciale si ritiene peraltro applicabile al rapporto postale di deposito la disciplina in tema di depositi bancari a risparmio. Per il servizio dei depositi giudiziari vengono adoperati appositi libretti infruttiferi; tali depositi possono essere effettuati previa apposita autorizzazione o nulla osta rilasciati dalla competente autorità giudiziaria, oppure dai cancellieri e da altri funzionari giudiziari. Nessuna somma può essere prelevata dai libretti infruttiferi senza apposito mandato staccato dal registro a matrici tenuto dalla cancelleria.