DEPOSITO DOGANALE

Istituto che attribuisce alle merci una posizione doganale provvisoria nell’attesa di un esito definitivo doganalmente rilevante. È finalizzato a permettere all’operatore commerciale di far giungere nel territorio dello Stato notevoli quantitativi di merci da utilizzare al momento opportuno, senza sdoganarle e senza pagare quindi i diritti doganali ed eventualmente di rispedirle all’estero. La merce può restare nei depositi per lunghi periodi; dal punto di vista doganale formalità e adempimenti devono essere osservati solo se il movimento delle merci produce un’effettiva introduzione o spedizione della stessa oltre la linea doganale. Le merci estere da nazionalizzare acquistate con vincolo all’importazione sono considerate importate con emissione di dichiarazione di importazione e la successiva estrazione dal deposito per la rispedizione all’estero effettuata con presentazione della dichiarazione di esportazione. I depositi doganali assumono vari aspetti: a) Locali sotto diretta custodia della dogana appositamente destinati ed attrezzati come magazzini per la custodia delle merci, in cui è permesso depositare merci mediante pagamento dei diritti di magazzinaggio. b) Locali di proprietà privata: a essi si ricorre quando sono insufficienti gli ambienti dei magazzini custoditi dalla dogana. I depositi di proprietà privata, a differenza dei depositi doganali, sono soggetti a verifiche ordinarie biennali da parte della dogana. c) Magazzini generali: hanno la finalità di ricevere e custodire in deposito merci e derrate nazionali ed estere. Il depositario (magazzini generali) è tenuto alla custodia e conservazione dei beni depositati dietro compenso. In relazione a tali depositi vengono emessi due importanti titoli rappresentativi: la fede di deposito e la nota di pegno. La prima ha lo scopo di rendere più agevole la vendita delle merci introdotte nei magazzini evitando il trasferimento materiale, in quanto il titolo consente il trasferimento di proprietà mediante girata. Il secondo consente al depositante di poter ottenere credito sul valore delle merci depositate. Le merci depositate possono ricevere qualsiasi destinazione doganale e subire manipolazioni secondo le formalità che regolano l’istituto del deposito doganale privato, ad eccezione delle merci con nota di pegno distinta dalla fede di deposito per la quale è vietata qualsiasi manipolazione. d) Istituti speciali quali il deposito franco e il punto franco: aree considerate fuori dal territorio doganale, entro gli spazi portuali nel cui ambito esistono edifici e strutture destinati a raccogliere merci che possono essere oggetto di manipolazione o lavorazioni o trasformazioni previste dalle norme speciali. e) L’istituto improprio della zona franca: parti del territorio nazionale considerate fuori dal territorio doganale in località abitate esentate dai diritti doganali e dagli altri oneri fiscali.