DEPOSITO DELLA FIRMA

Rilascio di esemplari della propria firma, effettuato dal cliente ad una banca, di solito all’atto dell’apertura di un deposito a risparmio (v. deposito bancario) o di un conto corrente bancario. Tale formalità riveste particolare importanza in quanto serve a controllare l’autenticità delle firme che saranno apposte sugli assegni per i prelevamenti o sugli ordini di pagamento. In genere la firma viene apposta su tre talloncini, di cui due vengono conservati presso l’agenzia dove è aperto il conto (uno per l’ufficio depositi o conti correnti e uno per l’ufficio riscontro), mentre il terzo è inviato alla sede. Qualora il conto sia intestato a persone giuridiche, viene richiesta la documentazione da cui risulti la facoltà accordata a chi deposita la firma di poter utilizzare il conto (atto costitutivo, verbale d’assemblea ecc.). Le banche corrispondenti si scambiano, di regola, l’elenco delle firme dei funzionari e dirigenti autorizzati a disporre del conto aperto presso la corrispondente. Ai fini dell’iscrizione nel registro delle imprese è fatto obbligo all’imprenditore di depositare la sua firma autografa e quella dei suoi institori e procuratori (art. 2196 c.c.). Lo stesso obbligo grava sugli amministratori che hanno la rappresentanza di una spa.