DECRETO PRESIDENZIALE

Atto emanato dal Presidente della Repubblica e controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità (art. 89, comma 1, Cost.). Quando gli atti presidenziali hanno valore legislativo e negli altri casi previsti dalla legge, è necessaria la controfirma del Presidente del Consiglio dei ministri (art. 89, comma 2, Cost.). La dottrina distingue gli atti di iniziativa governativa dagli atti iniziativa presidenziale (e, talvolta, dagli atti complessi). Negli atti di iniziativa governativa la partecipazione del Presidente avviene per l’esercizio di una funzione di controllo costituzionale dell’attività di governo, senza peraltro interferire con il potere di decisione e la responsabilità politica che fanno capo esclusivamente al Governo; gli atti di questa categoria, più numerosi, sono previsti dalla Costituzione o specificati dalla l. 12.1.1991 n. 13 (tra gli altri, nomine di alti funzionari, di sottosegretari o alti incarichi politici, concessione della cittadinanza, decisione dei ricorsi straordinari amministrativi). Gli atti di iniziativa presidenziale rientrano nella sfera di discrezionalità del Capo dello Stato e, in questi casi, è la controfirma del ministro (non proponente, bensì solo competente) a consentire al Governo un controllo esterno della legittimità formale e dei presupposti dell’atto presidenziale: sono tali la nomina del Presidente del Consiglio, la nomina dei senatori a vita, la nomina di cinque giudici della Corte costituzionale, il rinvio delle leggi. È invece discussa, in dottrina, la natura del decreto presidenziale di scioglimento anticipato delle Camere (art. 88 cost.), che appare talvolta un atto complesso (o duumvirale), che presupporrebbe una valutazione concorde del Capo dello Stato e del Governo.