CLUB DI PARIGI (ENCICLOPEDIA)

(vedi anche la definizione di Paris Club)

Abstract

Il Club di Parigi rappresenta una delle più importanti sedi multilaterali all’interno delle quali si discute la problematica del debito estero e, più precisamente la sua ristrutturazione. Nato nel 1956 per far fronte a una crisi finanziario-debitoria dell’Argentina, il Club di Parigi riunisce oggi 19 Stati che sono i principali creditori dei Paesi poveri più indebitati e costituisce un importante forum d’incontro e di negoziato tra i Paesi partecipanti.  Utilizzato come strumento sovranazionale per le trattative fra creditori pubblici, come i Governi, e debitori, il Club ha curato personalmente tutti gli ultimi accordi che hanno avuto come oggetto un default sovrano. Esso si riunisce periodicamente per considerare la specifica situazione debitoria di un determinato Paese. Dal 1956 il Club ha effettuato circa 429 ristrutturazioni debitorie a favore di circa 90 Paesi. Dal 1983 al dicembre 2013 il Club ha ristrutturato debiti per oltre 573 miliardi di dollari.

 

Club di Parigi e Approcci al Debito

La prima riunione del Club di Parigi ha luogo nel 1956, per far fronte ad una crisi finanziario-debitoria dell’Argentina. Dal 1956, il Club di Parigi ha avuto un  ruolo centrale nella risoluzione dei problemi del debito estero nei Paesi in via di sviluppo. Da allora, infatti, il Club di Parigi ha concluso 429 accordi relativi a 90 Paesi debitori. L’ammontare complessivo del debito coperto da questi accordi raggiunge i 573 miliardi di dollari.

Nel 2004 il Club di Parigi raggiunge un accordo per la cancellazione incondizionata del debito iracheno. Due anni più tardi, la Nigeria diviene il primo Paese africano a pagare l’intero debito nei confronti del Club di Parigi.

Nel corso degli anni il Club di Parigi utilizza diversi approcci (cosiddetti “Terms”) nel definire la ristrutturazione del debito dei Paesi richiedenti. I principali approcci del Club di Parigi sono quattro e vengono utilizzati a seconda delle circostanze economiche del Paese in difficoltà. Il primo di questi approcci, spiegato nei “Classic Term”, prevede un riscadenzamento del debito a termini predefiniti, con il tasso d’interesse negoziato volta per volta e il rimborso previsto nell’arco di dieci anni (vedi accordi con Argentina, Indonesia, Polonia e Zaire). Se i “Classic Term” fino agli anni ottanta sono stati l’unico approccio del Club di Parigi, con la crisi del Messico nel 1982 il Club cambia la modalità e l’orientamento delle proprie trattative: nascono infatti i “Venice Term”. Questo approccio, a differenza del primo, garantisce un maggiore periodo di rimborso per i Paesi che richiedono l’aiuto del Club e vengono utilizzati principalmente nei confronti degli Stati africani. Successivamente, alla fine degli anni ottanta, nasce il concetto di “cancellazione del debito” per la prima volta utilizzato nei confronti del Mali nell’ottobre del 1988 e introdotto dai “Toronto Term”. Questi ultimi prevedono che il debito concesso a condizioni agevolate dove essere recuperato in 25 anni con 14 anni di sospensione delle rate di servizio.

Nel dicembre del 1991 vengono introdotti i “London Term” e nel dicembre del 1994 i “Naples Term”. Entrambi gli approcci includevano una “goodwill clause”, secondo la quale i creditori s’impegnano a considerare operazioni sullo stock di debito per quei Paesi che hanno una buona serie di performance per almeno tre anni, secondo un programma di aggiustamento sostenuto dal Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Nel corso degli anni si susseguono altri approcci utilizzati dal Club di Parigi, fino ad arrivare nel 1996 a un programma specifico per i Paesi del Terzo mondo, la Heavily Indebted Poor Countries (HIPC) Initiative, attiva ancora adesso, mentre per i Paesi non-HIPC, venne decisa una minore azione di riduzione del debito proponendo in alternativa l’assunzione del loro debito ad investitori privati (vedi Club di Londra).

Funzionamento, Principi e Regole 

Il funzionamento Club di Parigi si basa su cinque principi chiave:

1) Trattamento caso per caso del debito:

Il Club di Parigi prende decisioni caso per caso, al fine di adeguare la propria azione alla situazione specifica di ciascun Paese debitore.

2) Consenso:

Le decisioni del Club di Parigi non possono essere prese senza il consenso dei Paesi creditori coinvolti.

3) Condizionalità:

I Paesi debitori che richiedono al Club di Parigi la ristrutturazione del debito sono tenuti a fornire una descrizione precisa della loro situazione economica e finanziaria, devono impegnarsi ad attuare riforme per ripristinare la loro situazione economica e finanziaria, devono dimostrare di attuare riforme nel quadro di un programma del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

4) Solidarietà:

Tutti i membri del Club di Parigi decidono di agire come “gruppo unico” nei loro rapporti con un determinato Paese debitore.

5) Clausola della comparabilità:

Il Paese debitore a seguito dell’intesa raggiunta con i Paesi creditori riuniti nel Club di Parigi, dovrà impegnarsi a non riconoscere condizioni più vantaggiose a creditori diversi da quelli facenti parte del Club di Parigi.

Paesi membri, Osservatori e Meccanismi di Partecipazione

 

I Paesi creditori del Club di Parigi generalmente si incontrano ogni mese (tranne in febbraio e agosto) in Francia presso il Ministero dell'Economia, delle Finanze e dell'Industria di Parigi. Ogni sessione mensile comprende un incontro denominato "Tour d’Horizon", durante il quale i creditori del Club di Parigi discutono tra di loro la situazione del debito estero dei Paesi debitori o questioni metodologiche riguardanti il debito dei Paesi in via di sviluppo. Il Paese debitore è di solito rappresentato dal Ministro delle Finanze, generalmente capo di una delegazione composta da funzionari del Ministero delle Finanze e della Banca Centrale. Nelle riunioni del Club di Parigi, non sono coinvolti tutti gli Stati che ne fanno parte, bensì solo quei Paesi, membri permanenti del Club, che risultano essere i principali creditori dello Stato debitore la cui situazione viene prese in considerazione.

 

I Paesi considerati membri permanenti sono 19: Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Giappone, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito.

Possono essere invitati a partecipare a singole ristrutturazioni, in qualità di creditori, anche Paesi che non fanno parte dei membri permanenti. Ciò è avvenuto con: Abu Dhabi, Argentina, Brasile, Corea, Israele, Kuwait, Marocco, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Sud Africa, Trinidad e Tobago e Turchia.

Anche altri creditori pubblici possono ugualmente partecipare alle sessioni di negoziazione, col benestare dei membri permanenti e dei Paesi debitori. In questo caso, tali creditori convengono ad agire in buona fede e seguire le regole e i principi del Club di Parigi.

Infine, possono partecipare alle riunioni, in qualità di osservatori, i rappresentanti delle principali istituzioni finanziarie internazionali, quali la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’UNCTAD, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), Banca di sviluppo Africana (ADB), Banca di sviluppo Asiatica (BASS), Banca Inter-Americana di sviluppo (IBD), Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS).

Club di Parigi e Ruolo del Fondo Monetario Internazionale

Il Club di Parigi agisce di concerto con altri organismi finanziari internazionali, primo fra tutti il FMI. Un Paese in difficoltà finanziarie che ottiene un programma di finanziamento dal FMI, condizionale all’attuazione di determinate politiche economiche, accede al Club di Parigi per una ristrutturazione del debito coerente con il programma del FMI. 

Il Club di Parigi agisce in stretto collegamento con il FMI, sulla base del criterio del “Burden Sharing” (cioè, la condivisione dei costi e dei rischi derivanti dall’intervento a favore dei Paesi debitori). In questo modo, un Paese indebitato che voglia chiedere al Club di Parigi la riconsiderazione del proprio debito dovrà innanzitutto dimostrare di essere destinatario di un programma di aiuto avviato dal FMI e diretto al risanamento dell’economia e dimostrare, altresì, di trovarsi in serio pericolo di insolvenza (Imminent Default). Il Club di Parigi non concede, quindi, denaro, ma serve per riscandensare la restituzione del debito.

Negoziato di Ristrutturazione del Debito

La richiesta di ristrutturazione viene portata dal Paese debitore interessato all’esame del Club di Parigi nel corso di una riunione che raggruppa il Paese debitore e gli Stati principali creditori. A tale riunione partecipano di solito anche i rappresentanti del FMI, i quali illustrano la situazione economica del Paese debitore e le prospettive di crescita; vengono poi presentate le relazioni dei rappresentanti della Banca Mondiale e dell’UNCTAD che rispetto a quella del FMI, hanno un’impostazione di carattere prevalentemente finanziario. A tali presentazioni segue l’intervento del rappresentante del Paese intende assumere ai fini del risanamento dell’economia e definisce l’entità del richiesto alleggerimento del debito.

Si svolge in definitiva, un negoziato intergovernativo, i cui risultati consistono in un programma di risanamento del debito sottoscritto dai rappresentanti dei Paesi creditori e da quello del Paese debitore. Non si tratta di un accordo internazionale, ma di un impegno assunto dai rappresentanti degli Stati creditori e da quello del Paese debitore. Non esiste quindi, un accordo di ristrutturazione del debito concluso tra il Club di Parigi in quanto tale e il Paese indebitato, ma solo un’intesa al riguardo, raggiunta all’interno del Club mediante consensus.

Il Paese debitore a seguito dell’intesa raggiunta con i Paesi creditori riuniti nel Club di Parigi, dovrà impegnarsi a non riconoscere condizioni più vantaggiose a creditori diversi da quelli facenti parte del Club di Parigi (si tratta della c.d. clausola di comparabilità). A questo punto i Governi creditori, se d’accordo, potranno procedere individualmente alla stipulazione di accordi bilaterali con il Paese debitore.

Iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries): Decision Point, Interim Debt Relief,Completion Point, Cut Off Date

L’iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries) fu studiata negli anni ’90 dalla Banca Mondiale e dal FMI per rendere sostenibile nel medio-lungo periodo il debito estero dei Paesi più poveri. La grossa novità apportata da questa misura è la riduzione del debito anche nei confronti degli organismi finanziari internazionali e non solo dei Governi creditori. Per essere eleggibili all’iniziativa HIPC, il Paese deve adottare un programma di riaggiustamento e di riforme sostenuti dal FMI e dalla Banca Mondiale e mettere in atto suddetto programma per un periodo di tre anni. Durante questo periodo, il Paese continua a ricevere degli alleggerimenti del debito tradizionali da parte del Club di Parigi. Le fasi che prevedono la riduzione del debito sono sostanzialmente tre:

1) Decision Point:

Per raggiungere il “decision point” il Paese HIPC deve aver attuato con successo una serie di misure in campo economico (programmi di stabilizzazione macroeconomica, riforma del settore pubblico, riorientamento della spesa pubblica per progetti nel campo della riduzione della povertà, educazione, sanità e sociale). In questa fase viene calcolato l’ammontare della riduzione debitoria necessaria per portare gli indicatori del debito ai livelli previsti dall’iniziativa ed il Paese comincia a beneficiare della cancellazione parziale del debito.

2) Interim Debt Relief:

I creditori del Club di Parigi possono concedere caso per caso un alleviamento interinale tra il punto di decisione e la data attesa del punto di compimento, attraverso un trattamento di flusso con una tassa d’annullazione del 90%.

3) Completion Point

L’assistenza residua definita al punto di decisione (“decision point”) viene raggiunta in questa data, attraverso una riduzione della partita del debito eleggibile fino ad un tasso del 90% in valore attuale netto dai creditori del Club di Parigi.

Inoltre, nel momento in cui un Paese richiede per la prima volta l’intervento del Club di Parigi per la ristrutturazione del proprio debito estero, viene stabilita una data convenzionale, la c.d. “Cut off Date”, che va a suddividere temporalmente il debito maturato fino a quel momento, oggetto di ristrutturazione, dal debito che potrà maturare successivamente e che non sarà, in linea di principio, ristrutturabile in futuro. La “Cut off Date” serve a tutelare le agenzie per il credito all’esportazione le quali, in mancanza di una tale indicazione, potrebbero non assicurare operazioni economiche all’interno del Paese debitore nel timore che quest’ultimo non onori i nuovi debiti. La “Cut off Date” va ad aiutare il Paese debitore in crisi, sia in termini di possibilità di un nuovo accesso al credito, sia fungendo da stimolo a nuovi investimenti privati stranieri. E’ tuttavia previsto, in casi eccezionali (Topping Up), che il Club di Parigi possa decidere di ristrutturare anche una parte del debito sorto successivamente alla “Cut off Date”, al fine di colmare un eventuale gap finanziario della bilancia dei pagamenti del Paese debitore, che venga segnalato dal FMI al Club (questo è quanto avvenuto con l’Uganda a cui è stato cancellato il 106% del debito, attingendo quindi, per l’ulteriore 6% al debito maturato in un periodo  successivo alla fissazione della “Cut off Date”). 

 

Bibliografia 

BIGGERI M. – VOLPI F. (2006) Teoria e politica dell’aiuto allo sviluppo, Milano, Franco Angeli Editore

CLUB DE PARIS sito web, (www.clubdeparis.org)

MINISTERO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA (2000) Iniziative per la riduzione del Debito Estero dei PVS, Relazione No. 3 (http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/rapporti_finanziari_internazionali/rapporti_finanziari_internazionali/banche_multilaterali_di_Sviluppo/pag47-84.pdf)

SCISO E. (2012) Appunti di diritto internazionale dell’economia, Torino, Giappichelli Editore (http://www.giappichelli.it/home/978-88-348-2690-4,3482690.asp1)

SERIEUX J. E. – YIAGADEESEN S. (2003) Debt Relief for the Poorest Countries, New Jersey, Transaction Publishers

 

WEISS M. A. (2013) The Paris Club and International Debt Relief, Congressional Research Service Report, December (http://www.fas.org/sgp/crs/misc/RS21482.pdf)

 

Redattore: Giovanni AVERSA