CAPACITÀ CAMBIARIA

L’assunzione di obbligazioni cambiarie costituisce atto di straordinaria amministrazione che richiede nel soggetto la piena capacità d’agire. Pertanto i minori emancipati e gli inabilitati non autorizzati all’esercizio di una impresa commerciale non assumono validamente un’obbligazione cambiaria se la loro firma non è accompagnata da quella del curatore (autorizzato dal giudice tutelare) con la clausola “per assistenza” od altra equivalente. Non possono poi essere validamente assunte obbligazioni cambiarie in nome di minori non emancipati o di interdetti se non da parte dei genitori o del tutore autorizzati dal giudice tutelare o dal Tribunale (ex art. 320, commi 3 e 5, 374 e 371 ultimo comma c.c.). L’assunzione di obbligazioni cambiarie da parte di chi (non interdetto) si trovi in stato di incapacità d’intendere o di volere è annullabile, secondo le regole generali ex art. 428 c.c In base all’art. 1993 c.c. il debitore può sempre opporre al possessore di un titolo di credito l’eccezione di difetto di capacità o di rappresentanza al momento della emissione del titolo stesso.