CANALIZZAZIONE VALUTARIA

Obbligo imposto dalla legislazione valutaria anteriore al d.m. 27.4.1990, secondo cui ogni movimento valutario con l’estero doveva essere eseguito per il tramite di intermediari abilitati. Con laliberalizzazione valutaria l’obbligo della canalizzazione è caduto. Permangono alcuni vincoli non valutari che penalizzano la libertà delle relazioni con l’estero. La prima, conosciuta come “monitoraggio fiscale” (l. 4.8.1990 n. 227 e d.m. 8.8.1990), rileva trasferimenti con l’estero di controvalore superiore a 20 milioni. La seconda, definita “legge sull’antiriciclaggio” (l. 5.7.1991 n. 197) riguarda i trasferimenti tra soggetti diversi di importo superiore a € 10.329,14 (20 milioni di lire): se in contanti, devono essere effettuati tramite banca; mentre i vaglia postali e cambiari e gli assegni postali, bancari e circolari devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.