CAMBIO

Il cambio è il rapporto con cui la valuta di un paese viene scambiata con la valuta di un altro. Nel linguaggio degli affari, tuttavia, il termine cambio, che viene anche usato per indicare le divise estere, è però anche il complesso delle operazioni che si svolgono nelle banche attorno al portafoglio estero (mercato dei cambi).
1. Determinanti delle operazioni di cambio
. Le operazioni di cambio sono legate alle transazioni con l’estero e derivano dalla diversa monetazione dei vari Stati e corrispondono alla convenienza di effettuare il pagamento di debiti o l’incasso di crediti verso l’estero, senza il trasporto del numerario. Le transazioni con l’estero traggono origine da importazione di merci e prodotti, da noleggi e prestiti precedentemente contratti, da rimesse degli emigrati, dal movimento turistico ecc. Il principale strumento per regolare tali debiti è costituito dalle divise estere, o semplicemente divise, cioè da cambiali e assegni bancari in moneta estera, pagabili all’estero. L’operatore che debba pagare una somma all’estero può procurarsi una cambiale o un assegno pagabile sulla piazza del creditore e farne rimessa a quest’ultimo, oppure può chiedere al creditore di spiccare una tratta su di lui nella moneta della piazza debitrice e di negoziarla sulla propria piazza a un dato cambio. Analogamente, chi sia creditore verso l’estero può spiccare una tratta sul proprio debitore e cederla a un determinato cambio, oppure chiedere al debitore che gli faccia rimessa, cioè che gli invii una divisa acquistata sulla piazza dello stesso debitore. Generalmente, la scelta della via più conveniente è lasciata a quella delle parti contraenti, il cui debito o credito è espresso nella moneta dell’altra. Il prezzo o corso del cambio delle divise, o semplicemente cambio, è legato alla domanda e all’offerta che se ne fa in relazione ai crediti e ai debiti verso l’estero, ovvero alla bilancia dei pagamenti. Le banche svolgono un’importantissima funzione di intermediazione nella negoziazione delle divise, poiché, acquistando le stesse dai diversi creditori traenti, diventano un centro di raccolta di tali mezzi di pagamento; inoltre, inviando ai propri corrispondenti dei paesi in cui sono pagabili le divise acquistate, le banche si creano delle disponibilità di conto sulle quali trarre divise aventi l’importo e la scadenza occorrenti agli importatori italiani loro clienti. L’esistenza di tali disponibilità di conto consente inoltre alle banche di effettuare versamenti sotto forma di ordine ai propri corrispondenti esteri, per lettera o per telegramma, di versare al creditore estero l’importo indicato dal debitore nazionale. Le operazioni del genere prendono il nome di bonifico.
2. Modo di indicazione del cambio. Per indicare il cambio solo uno dei due termini del rapporto viene espresso, mentre l’altro, fatto sempre fisso pari all’unità, viene sottinteso. In tal modo l’andamento delle quotazioni viene rappresentato dalla variabilità del termine espresso. Il termine fisso nel linguaggio italiano è detto “certo”, quello variabile “incerto” e secondo gli usi delle piazze si ha la quotazione certo per l’incerto e la quotazione incerto per certo. Nel primo caso la valuta della piazza è sempre pari a 1, nel secondo lo è sempre la valuta estera. Milano, come la maggior parte delle piazze internazionali, quotava l’incerto per certo e i tassi di cambio erano espressi in lire per unità di valuta estera (p.e. 2350 lire per 1 dollaro USA, 300 lire per 1franco francese ecc.). L’euro quota invece il certo per l’incerto e cioè il cambio è espresso in valuta estera per 1 euro. Il cambio col dollaro di 0,891 indica che contro ogni euro si danno 0,891 dollari USA. Quotano il certo per l’incerto le piazze statunitensi e Londra, dove i cambi sono, dunque, espressi in moneta estera per unità di moneta nazionale.
3. Cambio denaro e cambio lettera. Le banche, i cambiavalute e gli altri intermediari finanziari che trattano cambi utilizzano il sistema della doppia quotazione con cui per ogni valuta vengono indicati due prezzi: il cambio denaro e il cambio lettera. Il cambio denaro è applicato al cliente che vende valuta, il cambio lettera è utilizzato invece quando l’intermediario rivende la valuta al cliente. Il cambio lettera è sempre più alto del cambio denaro e il differenziale denaro-lettera costituisce il guadagno dell’intermediario.
4. Cambio
manuale e cambio traiettizio. A seconda che il cambio sia riferito alla negoziazione di banconote e strumenti di pagamento simili o di titoli sull’estero (i quali assumono la denominazione di divise) esso si distingue in cambio manuale e cambio traiettizio. Nel primo si ha uno scambio immediato e contestuale di banconote e strumenti di pagamento simili espressi in valuta di uno Stato contro valuta di un altro. Nel secondo, che riguarda divise (v. divisa) cioè titoli di credito pagabili all’estero, crediti in valuta disponibili presso banche o altri intermediari e altri strumenti di pagamento in uso nel commercio, lo scambio con valuta può essere immediato (right now) o rimandato a una data successiva al giorno di contrattazione (operazioni future o forward).
5. Cambio diretto e cambio indiretto
. Prende il nome di cambio diretto quello effettuato tra due sole piazze con divise pagabili nella moneta di una di esse. Si ha invece il cambio indiretto quando l’operazione si svolge tra due piazze, ma con l’uso di divise pagabili nella moneta di una terza piazza (cambio indiretto con piazza intermedia pensata), oppure con l’effettivo intervento di una terza piazza che funge da intermediaria (cambio indiretto con piazza intermedia operante). Il cambio indiretto, oltre che mezzo per speculare sui corsi delle diverse piazze, rappresenta l’unico modo possibile per regolare un debito estero quando tra la piazza calcolatrice (quella in cui si trova chi ha la scelta della via più conveniente) e la piazza calcolata (quella in cui si trova l’altro contraente) non vi è cambio aperto, cioè non esistono relazioni di cambio diretto, per cui è necessario ricorrere a una piazza intermedia, che sia in relazione di cambio con entrambe.
6. Negoziazioni e listini dei cambi
. La l. 12.8.1993 n. 312 ha abolito, a partire dal 6.9.1993 l’ammissione alla quotazione presso le Borse Valori italiane e la conseguente negoziazione e rilevazione al listino (fixing) delle valute estere per le quali il testo unico valutario prevedeva la quotazione di diritto. Dalla stessa data le quotazioni di riferimento contro lire, a titolo indicativo, di tali valute vengono rilevate dalla Banca d’Italia sulla base dei cambi comunicati in sede di concertazione fra banche centrali alle ore 14.15 di ciascuna giornata lavorativa. Per la lira e, ora, per l’euro il cambio con le altre valute è stabilito mediante la trattazione valutaria in via telematica e in continuo, che si è sostituita al fixing. Col fixing il mercato accertava le quotazioni in un solo momento della giornata e in un unico ambiente ufficiale, ora si è passati a un mercato che esprime una serie ininterrotta di quotazioni, che si svolge non solo nel mercato di borsa ma specialmente nei centri cambi di tutte le banche. Il termine “trattazione valutaria continua” significa che tutte le quotazioni si influenzano reciprocamente secondo l’ora di apertura delle borse. Infatti, bisogna tenere presente che la rotazione terrestre origina un susseguirsi di quotazioni nelle varie piazze finanziarie del mondo che dura 24 ore su 24. Le quotazioni delle monete vengono divulgate mediante i listini cambi redatti dalle banche, dai cambia valute e da tutti gli intermediari finanziari.
7. Quotazione certo per incerto e incerto per certo. Generalmente i listini indicano il cambio per la sola carta a vista e, a parità di richiesta, il prezzo di una divisa avente uguali caratteristiche, ma scadenza più lunga, si otterrà calcolando l’interesse per i giorni di intervallo tra la scadenza tipo e quella data al tasso uf- ficiale di sconto (generalmente segnato sul listino a lato della rispettiva quotazione) vigente nello Stato nella cui moneta è espressa la divisa, più le provvigioni e le altre competenze che le banche percepiscono su questo tipo di operazioni: tale calcolo è denominato livellamento dei cambi. Per eseguire tale operazione occorre tenere presente il modo di quotazione del cambio, ovvero se si tratta di piazza che dà il certo per l’incerto o che quota l’incerto per certo. Per la carta lunga può anche pattuirsi un cambio c.d. tel quel, cioè non più soggetto a livellamento o deduzione di sconto, così come può pattuirsi che il cambio da applicare sia al netto di ogni spesa, provvigione e interesse, nel qual caso si parla di cambio franco tout. Il sito della Camera di Commercio di Milano(http:///www.mi.camcom.it/valute/index.html) riporta tutti i cambi dal 1994 in poi. L’elenco è utile nelle controversie internazionali e per ogni computo e controllo sui conti in valuta.