Bene Privato (Enciclopedia)

I beni privati ​​sono beni caratterizzati dalla rivalità nel consumo e dalla possibilità di escludere coloro che non pagano dai benefici del stesso. Essi rappresentano una delle quattro categorie di beni che, insieme ai beni pubblici, ai beni comuni e ai beni di club si differenziano in base alla rivalità nel consumo e all’escludibilità. Queste caratteristiche, di regola, fanno in modo che i beni privati ​​possano essere scambiati in modo efficiente attraverso i mercati, ma spesso è la società a stabilire l’efficacia di tali principi in relazione alle sue scelte di natura economica, politica e culturale.

Adam Smith fu il primo ad articolare il concetto di beni pubblici e privati​​. Da allora in poi, gli economisti hanno studiato sistematicamente i beni pubblici distinguendoli dal caso opposto dei beni privati​.
I beni privati ​​sono beni che non comportano benefici collettivi, sono rivali nel consumo e possono essere, di regola, allocati in maniera efficiente dal mercato.

Questa tabella illustra le quattro tipologie alternative di beni - beni privati, beni pubblici, beni comuni e beni di club - sulla base di due principali caratteristiche: la rivalità nel consumo e l’escludibilità. I beni privati ​​sono situati nella cella in alto a sinistra della matrice, dove il consumo è rivale e i benefici del bene escludibili.
I beni privati ​​godono di diritti di proprietà ben definiti che possono essere trasferiti ad altri, ma solo se questi ultimi pagano il prezzo stabilito per acquisirne la proprietà.

In una transazione di mercato un acquirente ottiene l’accesso ad un bene (o servizio) in cambio di denaro o, a volte, in cambio di un altro bene (o servizio). Acquirenti e venditori si incontrano attraverso il meccanismo dei prezzi, e se tutto funziona bene, l'economia può raggiungere uno stato di massima efficienza in cui le risorse vengono allocate sulla base dei loro usi più produttivi. Una condizione fondamentale per una transazione di mercato, tuttavia, è che la proprietà o l'uso di un bene possano essere trasferiti o negati in relazione al pagamento di un prezzo. In tal modo, i beni privati ​​tendono ad essere escludibili e rivali nel consumo. Ad esempio, un gelato, una volta consumato, non può essere goduto da altri.

Essendo possibile escludere coloro che non pagano dal godimento del bene, i beni privati ​​possono, in via generale, essere scambiati efficacemente attraverso i mercati, in quanto è il beneficiario del bene a sostenerne il relativo costo.

Rivalità nel Consumo

I beni privati ​​sono rivali nel consumo nel senso che il consumo del bene, da parte di una persona, impedisce il consumo simultaneo di quello stesso bene da parte di altri impedendo a questi ultimi di usufruire del godimento dei relativi benefici. Ciò significa che consumare un bene privato impone un costo opportunità a coloro che non sono in grado di consumarlo.

Supponiamo, ad esempio, che un individuo voglia consumare un panino. Una volta consumato, lui e solo lui ne riceverà soddisfazione e beneficio. In altre parole, la rinuncia degli altri individui alla soddisfazione che avrebbero potuto ricevere da quel panino comporta per loro un costo opportunità.

Escludibilità

I beni privati ​​sono, inoltre, caratterizzati, come abbiamo accennato, dalla possibilità di escludere coloro che non pagano dall’acquisto della proprietà e del controllo del bene e dal riceverne quindi i relativi benefici. In altre parole, i beni privati ​​hanno dei diritti di proprietà ben definiti. Il proprietario di un bene privato può impostare e far rispettare i termini in base ai quali la proprietà del bene può essere trasferita ad  altri.

Torniamo, per un attimo, all'esempio precedente sul consumo di un panino. Il produttore è il proprietario del panino e pertanto ha la capacità di trasferirne la proprietà e il controllo. Supponiamo che il produttore abbia fissato un prezzo di 2 euro per l’acquisto del bene. Se un individuo vuole ottenere la proprietà del panino, presumibilmente per nutrirsi, dovrà pagare il prezzo concordato dal proprietario. Il mancato pagamento comporterà, di conseguenza, l’impossibilità di consumare quel panino.

Beni Privati ​​come Costrutti Sociali

L'approccio convenzionale per la definizione di un bene privato consiste, come abbiamo visto finora, nell’identificare le proprietà del bene (rivalità ed escludibilità) (tabella 2), e nel definirlo, successivamente, sulla base di queste. Il problema è che le due proprietà da noi identificate non sempre rimangono immutate. Il motivo principale risiede nel fatto che la società può scegliere di modificare la rivalità e l’escludibilità dei benefici di un determinato bene. In tal modo, i beni diventano spesso privati a seguito di scelte politiche ben deliberate. Questo è il motivo per cui in molti, se non nella maggior parte, dei casi, i beni che consideriamo privati, in realtà non lo sono nelle loro forme originali, ma in quanto costrutti sociali, in gran parte determinati da scelte politiche e da altre azioni umane collettive.

Come sottolineato in precedenza, la rivalità nel consumo di un bene implica che il consumo di quel bene da parte di un individuo ne diminuisca la disponibilità per gli altri. Ad esempio, se una persona consuma un bicchiere di latte, quel bicchiere non sarà più disponibile per altri. Anche se il legame tra la rivalità nel consumo e l’escludibilità dei benefici non è sempre automatico, l'esempio del bicchiere di latte mostra come consumando un bene rivale, una persona può escludere gli altri dal suo godimento. In questo senso il bicchiere di latte è sia un bene rivale che escludibile, e quindi ricade nel quadrante 1 della tabella 2. È in questo senso considerato un bene privato.

Prendendo invece come esempio la terra, possiamo notare come anch’essa sia rivale ed escludibile nel suo stato originale. Il possesso della terra è stata una delle principali fonti di conflitto nel corso della storia. Molte lotte per il godimento della terra continuano ancora oggi e per questo molte società hanno introdotto regimi di proprietà che regolano la proprietà della terra, riducendo al minimo i margini di incertezza e la necessità di una vigilanza costante per la difesa dei territori acquisiti.

In tal modo i diritti di proprietà rendono beni escludibili, come la terra, beni privati riconosciuti e garantiti. I beni privati ​​di solito hanno chiari diritti di proprietà che specificano coloro che hanno il diritto esclusivo di determinare il modo in cui possono essere usati, tra cui la possibilità di scambiarli sul mercato.

Anche se la terra è un bene rivale ed escludibile, molte società tradizionali la mantengono aperta al pascolo e alla caccia. Alcune comunità riescono ancora a gestire come beni comuni tali risorse naturali come terra, foreste, acqua, specie animali e vegetali. Ciò conferma come le risorse escludibili non debbano necessariamente essere trasformate in private o esclusive, renderle tali è una scelta politica, e spesso una scelta sociale per garantire l'uso sostenibile di alcune merci (quadrante 1, tabella 2).

Se mettiamo a confronto le classificazioni standard della tabella 2 con quelle della tabella 3, si può notare una differenza importante: nella tabella 3 i beni vengono classificati, principalmente, in base allo status stabilito per loro dalla società. La differenza principale tra le due serie di classificazioni sta nel dove, in termini di "Privato" e "Pubblico", i beni ricadono quando vengono valutati secondo le loro proprietà di base e il loro stato socialmente determinato.

Per comprendere meglio questo meccanismo possiamo considerare l'esempio del clima. Nella tabella 2 si trova nel quadrante 4 in quanto bene rivale, non escludibile ad accesso aperto. Anche nella tabella 3 l'atmosfera si trova nel quadrante 4, ma con una differenza: nel quadrante 4B, che fa parte del dominio pubblico, l'atmosfera è presente nella sua forma familiare, come una risorsa comune. Attualmente è in corso un profondo dibattito su come dovrebbe essere valutato lo status dell’atmosfera. A causa di dibattiti politici sulle questioni ambientali globali, l'atmosfera è sempre più legata a nuovi beni privati progettati dall’uomo, come i permessi per le emissioni di inquinamento (soprattutto anidride carbonica), (Certificati Verdi).

Tali permessi non trasformano l'ambiente in un bene privato, ma limitano l'uso di alcuni attori in un modo particolare. Limitando, infatti, per tutti i paesi, il diritto di utilizzare l'ambiente come un "secchione della spazzatura" o, più precisamente, di emettere determinati tipi e quantità di gas in esso, si potrebbe preservare l'ambiente in modo che tutti gli attori possano goderne in modo più ampio. Ecco perché l'atmosfera appare due volte nella tabella 3: nel quadrante 4A a causa di accordi nazionali e internazionali, volti a preservarla, e nel quadrante 4B perché - pulita o meno - è disponibile per essere consumata da tutte le persone.

I beni non rivali hanno sperimentato simili cambiamenti indotti dalle politiche governative. Alcuni studiosi hanno ampliato la definizione standard di beni non rivali per includere quelli che possono essere messi a disposizione di altri utenti al minimo o nessun costo. Ad esempio, una nuova formula chimica può essere condivisa con la comunità scientifica semplicemente attraverso una mail.

Eppure molti elementi di conoscenza sono resi esclusivi e privati attraverso i diritti di proprietà. Nella forma in cui la società li considera ricadono nella sfera privata (quadrante 2A, figura 3) come beni non rivali ma esclusivi. Un esempio è la produzione di procedure protette da brevetti.

I beni rivali possono anche essere mantenuti non esclusivi oppure resi tali; consideriamo ad esempio il quadrante 4B della figura 3. Come affermato in precedenza per la terra, ciò può essere fatto creando un regime di gestione del bene che mantenga un ampio accesso al pubblico. Parchi pubblici e riserve naturali ne sono un esempio. Un altro modo è quello di rendere i beni rivali disponibili in quantità abbondanti in modo che non sia necessaria alcuna competizione sul loro utilizzo. Molte società hanno scelto questa strada per l'istruzione di base e i servizi sanitari.

Tale approccio viene di solito adottato per due motivi:
- in primo luogo, i beni, come l'istruzione e la salute sono spesso visti come diritti umani con un alto valore intrinseco e  proprio per questo, il più delle volte, i diritti di uguaglianza riconosciuti dalle società richiedono che l'educazione venga resa disponibile a tutti;
- in secondo luogo, una popolazione istruita e sana genera importanti benefici pubblici e privati​​. Le persone istruite tendono, infatti, ad essere più produttive e a contribuire di più alla crescita economica e allo sviluppo del paese. E’ per tale ragione che molti paesi hanno reso l'istruzione di base non solo libera e universale, ma anche obbligatoria.

Se l'istruzione di base venisse valutata solo in relazione alle sue proprietà naturali, verrebbe fatta ricadere unicamente nel quadrante 1, in quanto bene privato rivale ed esclusivo. Tuttavia, se giudicata per la sua forma effettiva, come in tabella 3, appare tre volte:
- nel quadrante 1 come bene privato per persone istruite,
- nel quadrante 4B come un servizio non esclusivo universalmente disponibile,
- nel quadrante 3 come incremento dei benefici alla produttività generale e al potenziale di crescita economica di un paese (la ritroviamo nell’accezione “Potenziale di crescita e sviluppo”)

Due delle sue dimensioni (nei quadranti 4B e 3) rientrano nella sfera di dominio pubblico.
Inoltre, i beni possono cambiare il proprio status in base allo sviluppo della nuova tecnologia. I segnali televisivi ne sono un esempio. Non si distingueva tra televisione pubblica o privata, prima che divenisse possibile decodificare le onde televisive e limitare le trasmissioni via cavo. Ora alcuni canali possono essere visualizzati solo a pagamento.

Pertanto la televisione rientra, in parte, nel dominio privato (quadrante 2A figura 3) ed in parte nel pubblico (quadrante 2B).
Tornando al quadrante 3, alcuni beni - come la pace, l'ordine, la stabilità finanziaria, l’efficienza dei mercati e il controllo delle malattie trasmissibili - possono essere visti come risultati delle politiche pubbliche o delle condizioni generali del paese. Una volta che queste condizioni esistono, tutte le persone possono, e talvolta devono consumare tali beni. I benefici del bene sono indivisibili dal bene stesso, quindi esistono per tutti nella stessa quantità e con le stesse caratteristiche del bene. Questi beni acquistano maggior attenzione da parte degli individui quando non vengono garantiti a sufficienza. Ad esempio, il conflitto attira più attenzione della pace, che viene spesso data per scontata. Allo stesso modo, le persone si rendono conto che essi sono "parte del mercato" molto di più quando si verifica il fallimento del mercato azionario e il valore dei loro investimenti precipita.

In base a questa analisi viene, dunque, messo in evidenza come il concetto di bene privato -  così come il suo opposto – non sia altro che un mero costrutti sociale. Viene, inoltre, sottolineato come, troppo spesso, si dia per scontato che un bene rivale ed escludibile debba ricadere nella sfera privata e sia quindi meglio affidarne automaticamente l’erogazione al mercato.

Tale approccio manca, infatti, di un punto fondamentale. Le norme per rendere i beni privati​​, nel senso di esclusivi, vengono stabilite prima che i beni appaiano sul mercato. E anche se queste decisioni risultano in un primo momento definitive, ciò non preclude un loro ripensamento in relazione al sorgere di nuove realtà.








Bibliografia

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Redattore: Francesca BERTI