BANCA DI CREDITO COOPERATIVO

Acr.: BCC. Denominazione introdotta insieme a novità importanti in materia di struttura societaria e di operatività dal TUBC (d.lg. 1993/385, artt. 33-37) della vecchia cassa rurale ed artigiana, già rinominata cassa di credito cooperativo dal d.lg. 14.12.1992 n. 481.

La RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI E DI CREDITO COOPERATIVO fa parte del pacchetto di misure introdotte dal D.L. 14 febbraio 2016 n. 18, "Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio".

Il modello organizzativo del Credito Cooperativo ruota intorno alle 300 BCC presenti sul territorio nazionale. Con 4.270 sportelli - attraverso una presenza diretta in 2.654 Comuni - oltre un milione e 263mila soci, il Credito Cooperativo occupa una posizione di primo piano nel sistema bancario italiano sotto vari profili: la presenza sul territorio, la solidità patrimoniale e finanziaria, i volumi intermediati, i ritmi di crescita.

Grazie all’organizzazione su diversi livelli – locale, regionale e nazionale – ciascuna Banca di Credito Cooperativo - Cassa Rurale può contare sulla forza del sistema in cui è inserita, che si modella sugli stessi principi di ogni singola banca: autonomia, localismo, radicamento sul territorio e solidarietà.

La RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI E DI CREDITO COOPERATIVO (BCC) consente di ridurre la frammentazione del settore e di superare le debolezze strutturali derivanti dal modello di attività - particolarmente esposto all’andamento dell’economia del territorio di riferimento - dagli assetti organizzativi e dalla dimensione ridotta delle singole banche. Le linee di indirizzo della riforma del credito cooperativo possono essere così sintetizzate:

  1. conferma del ruolo delle BCC come banche cooperative delle comunità e dei territori;
  2. migliore qualità della governance e semplificazione dell’organizzazione interna;
  3. una più efficiente allocazione delle risorse all’interno del sistema;
  4. il tempestivo reperimento di capitale in caso di tensioni patrimoniali, anche attraverso l’accesso di capitali esterni al mondo cooperativo;
  5. l’unità del sistema per accrescere la competitività e la stabilità nel medio-lungo periodo.

Il Credito Cooperativo è un Sistema nazionale che si articola in due versanti: associativo e imprenditoriale.
Il versante associativo è suddiviso in tre livelli: locale, regionale e nazionale.
Le Banche di Credito Cooperativo aderiscono alle Federazioni Locali (che rappresentano una o più regioni e in totale sono 15) che, a loro volta, sono associate a Federcasse, la Federazione Italiana delle BCC-CR, che svolge funzioni di rappresentanza e tutela della categoria e di assistenza di carattere legale, fiscale, organizzativo, di comunicazione, di formazione a favore di tutto il Sistema del Credito Cooperativo.

 

Assonebb 2018