ASSICURAZIONE (Enciclopedia)

(Si veda anche voce del Dizionario: Assicurazione)
Considerato che il mercato in cui gli agenti economici si trovano ad operare è privo di quelle certezze che permetterebbero di determinare ex ante i risultati sicuramente ottenibili da una qualsiasi operazione di tipo finanziario, da un'analisi approfondita degli eventi si può dedurre che ogni decisione economica contenga un elemento di rischio. Pertanto dato che il rischio costituisce una componente imprescindibile in ogni sistema economico, risulta necessario adottare comportamenti che permettano di premunirsi di fronte ad eventi che, benché poco probabili, potrebbero provocare gravi conseguenze. Il primo passo è individuare il rischio, per poi effettuarne una valutazione (sulla base del grado di avversione), decidere riguardo alla sua esposizione o meno e, nel caso in cui la risposta sia negativa, trovare il modo di evitarlo, oppure controllarlo, oppure trasferirlo ad un altro soggetto.
Evitare, controllare o trasferire il rischio sono le tre modalità per la sua gestione. La terza modalità rappresenta quella da cui origina la nascita dell’ impresa di assicurazione, attraverso la quale e per mezzo di un relativo accordo si trasferisce a un soggetto terzo il rischio di cui non ci si vuole far carico. Il soggetto terzo che assume il rischio è l’impresa di assicurazione che si impegna, dietro pagamento di un premio1, a risarcire i danni subiti in seguito al verificarsi dell'evento previsto nel contratto assicurativo. Tramite il ricorso all'assicurazione è possibile trasformare una situazione a rischio in una situazione di certezza.
Il principio cardine del meccanismo assicurativo consiste nel riunire più soggetti che hanno rischi omogenei con lo scopo di ridurre la probabilità che si verifichino danni o perdite consistenti a fronte della maggior probabilità di dover sostenere esborsi di importo molto più limitato. La necessità di avere un numero sempre più elevato di soggetti esposti ad un rischio omogeneo e che intendano assicurarsi, è di facile comprensione dato che il meccanismo assicurativo funziona grazie alla nota "legge dei grandi numeri": aumentando i soggetti che assicurano rischi omogenei e non correlati è possibile, dato il pagamento di un premio da parte di ognuno, rimborsare coloro per i quali l'evento rischioso si verifica e far conseguire un utile a colui che gestisce i rischi. All’aumentare tuttavia del numero degli assicurati aumentano le difficoltà di gestione, data la complessità/difficoltà di avere una completa conoscenza di ogni individuo che ha intenzione di coprirsi dal rischio tramite la stipula di un contratto assicurativo. E’ evidente quindi la necessità di affidare a soggetti specializzati, gli intermediari assicurativi, l’attività di gestione dei rischi di terzi.
Per un’impresa assicurativa è necessario che sia rispettato il vincolo di "equilibrio economico finanziario", in base al quale i premi incassati devono essere sufficienti a coprire i costi dei risarcimenti nonché i costi di gestione e quindi generare una remunerazione adeguata al capitale investito nell'impresa dagli azionisti. Peculiare è l'acquisizione dei premi preposta al pagamento delle prestazioni. Nelle imprese di assicurazione si verifica la c.d inversione del ciclo economico: l'impresa incassa i ricavi prima ancora di sostenere e conoscere l'esatto importo dei costi2. L'attività di una impresa di assicurazioni si sviluppa secondo tali direttive :
a) quantificare i premi sulla base di ipotesi relative alle probabilità di accadimento degli eventi contro i quali sono state stimate le polizze, all'entità delle prestazioni finali e alla consistenza dei costi di gestione;
b) accantonare una parte delle somme a riserva al fine di fronteggiare oneri futuri;
c) gestire le somme a riserva in attività che ne mantengano il valore nel tempo attraverso un rendimento seppur minimo;
d) elaborare appropriate tecniche di gestione al fine di poter individuare tutti i rischi a cui l'assicurazione fa fronte, considerata la particolarità delle imprese di assicurazione di avere ricavi certi e costi incerti.
Nelle assicurazioni si distingue la gestione tecnica-assicurativa da quella finanziaria. Nella gestione tecnica esperti valutano diversi campioni per poter poi definire le varie classi di rischio e permettere che l'attività assicurativa venga svolta al meglio, determinando il valore dei premi, la tipologia di distribuzione delle polizze e la costituzione del "portafoglio rischi" e provvedendo alla gestione dei sinistri e alla liquidazione dei risarcimenti.
La gestione finanziaria consiste nell’amministrazione delle disponibilità finanziarie acquisite attraverso i premi, sia per la gestione corrente della liquidità (pagamenti, costi operativi, prestazioni liquidate nell'esercizio; con l'obiettivo di mantenere l’equilibrio tra le disponibilità liquide e gli impegni che l'impresa deve onorare nel breve termine) sia per la gestione degli investimenti reali e finanziari effettuati con i mezzi propri o le riserve, con l’obiettivo di assicurare la solvibilità dell'impresa nel tempo.
Secondo alcuni studiosi3 per quanto attiene al controllo e alla gestione dei rischi (rischi che corrispondono perlopiù a quelli stessi degli intermediari bancari) le compagnie d'assicurazione possono assumere gli stessi modelli di riferimento che vengono utilizzati nel mondo bancario.
Capacità fondamentale di una impresa assicurativa è formulare previsioni corrette sulla base delle quali calcolare i premi che devono essere in grado di coprire i costi dei risarcimenti e le spese di gestione, nonché garantire un utile a colui che ha intrapreso tale attività assicurativa. Il premio pagato si compone di due elementi: uno denominato "premio puro"4, che serve a far fronte esclusivamente alle prestazioni assicurative, l'altro caratterizzato dai "caricamenti" ossia da quella parte dei premi che servono alla copertura delle spese di gestione e alla generazione di un utile per gli assicuratori.
Per un’analisi efficace del rischio, e dunque del premio da applicare, occorre innanzitutto studiare un campione sul quale stimare le probabilità di accadimento, e poi calcolare la probabilità del verificarsi di ampi scostamenti tra quanto stimato e quanto si verifica nella realtà. Caratteristiche essenziali per l'assicurabilità dei rischi sono:
a) elevata numerosità dei soggetti esposti al medesimo rischio;
b) misurabilità del rischio: per poter definire il premio per il trasferimento di un rischio bisogna conoscerne la probabilità di accadimento e l'entità media della perdita da questo eventualmente generata;
c) omogeneità e indipendenza dei rischi assicurati: due rischi per poter essere assicurati devono essere non correlati tra loro;
d) indipendenza delle probabilità di accadimento dell'evento rischioso dal comportamento dell’assicurato (moral hazard);
e) natura non speculativa del rischio: si possono assicurare infatti solo quei rischi che comportino, nel caso si verifichino, degli svantaggi economici al soggetto interessato.
Le informazioni nell’attività assicurativa sono fondamentali e alla base di ogni decisione. Per fronteggiare i problemi di selezione avversa e azzardo morale le assicurazioni possono cercare di conoscere in maniera più approfondita i comportamenti degli assicurati e ricorrere a misure che consentano di contrastare e di disincentivare questi stessi fenomeni.
A tal riguardo occorre che l'impresa di assicurazione si doti di un adeguato sistema informativo, che riscontra notevoli punti di contatto con il sistema informativo di un intermediario bancario, anch'esso volto a risolvere e/o minimizzare le conseguenze derivanti dalla selezione avversa e dall’azzardo morale, risultando pertanto possibili economie di scala dall’unificazione dei due comparti5.
La gestione dei rischi rappresenta una funzione sempre più rilevante per le imprese di assicurazione. La capacità di gestire rischi, in modo da contenere al minimo gli squilibri economici e finanziari permettendo sempre la solvibilità nei confronti degli assicurati, costituisce il punto sostanziale su cui si fonda la gestione di un'impresa di assicurazione.
Il rischio assicurativo attiene principalmente alla gestione tecnico/assicurativa e riguarda l'eventualità che i premi raccolti non siano sufficienti a far fronte alle prestazioni assicurate: rischio di sottotariffazione, rischio di insufficienza di riserve tecniche. Quest'ultimo presuppone che alla data di stipula della polizza almeno uno dei seguenti punti sia aleatorio:
a) il manifestarsi dell’evento;
b) il momento in cui l’evento si verificherà;
c) l’impatto economico per l’assicuratore.
Il rischio che qualifica il contratto come "assicurativo"6 deve essere, inoltre, un rischio preesistente che viene trasferito dall’assicurato all’assicuratore e, quindi, deve sussistere indipendentemente dall’esistenza del contratto. Tale rischio è significativo se e solo se il verificarsi dell’evento assicurato potrebbe condurre l’assicuratore a pagare significativi benefici addizionali definiti come gli importi che eccedono quelli che si pagherebbero nel caso in cui l’evento assicurato non si verificasse, al netto delle penalità di riscatto, costi di servizi futuri e possibili recuperi riassicurativi.
Diverso dal rischio assicurativo è il rischio operativo. Quest’ultimo è legato al non corretto funzionamento delle procedure operative interne delle imprese di assicurazione ovvero a comportamenti scorretti o a frodi degli assicurati.
I rischi nella gestione finanziaria sono invece connessi alla eventualità che il controvalore delle attività detenute in portafoglio sia insufficiente al momento dell'erogazione delle prestazioni a favore degli assicurati. Il rischio finanziario è diverso dal rischio assicurativo e si presenta ogni volta che l’impresa di assicurazione assume un rischio di credito, un rischio di mercato, un rischio di cambio, un rischio di variazione prezzo/indice di titoli o merci7.
La gestione dei rischi finanziari non presenta elementi peculiari rispetto a quella attuata da qualsiasi altro intermediario finanziario, quale ad esempio una banca. Le possibili tecniche di gestione dei rischi possono essere le seguenti:
a) tecniche di gestione integrata dell'attivo e del passivo di bilancio;
b) tecniche di copertura dei rischi attraverso i derivati;
c) tecniche di gestione che permettano all'impresa di riequilibrare la composizione dei rischi in portafoglio per ridurre la probabilità che un determinato evento possa causare risarcimenti tali da metterne in pericolo la stabilità8.
La fase di distribuzione dei prodotti assicurativi viene a comporsi di tutte le azioni necessarie affinché i prodotti assicurativi possano essere acquisiti e sottoscritti dalla clientela. Canali di distribuzione sono gli agenti, i broker, gli sportelli bancari, il canale diretto, il canale telefonico ed internet.
Gli agenti operano in rappresentanza dell'impresa stipulando coperture per proprio conto e incassando le somme relative alle coperture vendute e rilasciando i relativi contratti assicurativi. La loro remunerazione si basa su provvigioni legate ai volumi di premi raccolti e in funzione delle diverse tipologie di coperture assicurative distribuite. I broker operano come mediatori autonomi tra imprese di assicurazioni e i loro clienti rimanendo non vincolati da alcun accordo con le imprese e ricercando per i loro clienti le coperture più idonee alle loro esigenze assicurative. La distribuzione attraverso gli sportelli bancari rappresenta un fenomeno recente, motivato dall'esigenza avvertita da queste due tipologie di intermediari di contenere i costi distributivi, attuare strategie di vendita congiunta offrendo una gamma completa di prodotti volta a soddisfare tutte le esigenze finanziarie del cliente e favorire l' attività di cross-selling9. I prodotti assicurativi distribuiti tramite gli sportelli bancari sono prodotti standardizzati appartenenti perlopiù al ramo vita, quali le polizze index e unit linked, a cui si affiancano le coperture Rc auto e quelle caso morte collegate al rimborso di mutui ipotecari. Tale canale permette di sfruttare rapporti di clientela già acquisiti dalle banche e consente un risparmio alle imprese di assicurazioni, date le minori provvigioni riconosciute alle banche rispetto a quelle degli agenti o broker.
Il canale diretto è rappresentato dai dipendenti stessi delle imprese di assicurazione e sempre più vede espandersi l'uso del canale telefonico e/o Internet che concerne perlopiù prodotti standardizzati del ramo danni quali le coperture Rc auto.
Tra i prodotti che una impresa di assicurazioni può commercializzare è d'uopo innanzitutto distinguere tra eventi assicurabili a seconda che essi siano riconducibili alla durata della vita umana o a tutte le altre circostanze che possono riguardare un soggetto. Nel primo caso si parla di polizze vita, nel secondo caso di polizze danni a cose e persone. L'attività assicurativa si divide dunque in due rami10: il ramo vita e il ramo danni.
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1Il premio pagato non va considerato come corrispettivo per un futuro rimborso a cui si ha diritto bensì rappresenta il prezzo di una prestazione che è solo eventuale e che si concretizza solo qualora l'evento temuto si verifichi.
2Percorrendo un parallelismo con gli intermediari bancari che hanno un ciclo economico opposto a quello degli intermediari assicurativi una combinazione dei due bilanci, quello bancario, ove si ha una più lunga duration sulle attività, e quello assicurativo, che ha invece una più lunga duration sulle passività, comporta dei sicuri vantaggi in termini di ALM (Asset & Liabilities Management), Cfr. Roberto Ruozi (2004) "Economia e gestione della banca", Egea editrice.
3Cfr. Roberto Ruozi (2004) "Economia e gestione della banca", Egea editrice.
4Un esempio della determinazione di un premio puro può essere fatto assumendo di voler assicurare 1000 autovetture ove la frequenza media annua dei sinistri sia del 10% con un costo medio di risarcimento pari a € 800, il fabbisogno dell'impresa d'assicurazione per garantire la copertura a tutti gli assicurati è di 800 moltiplicato 100 dunque 80.000; il premio sarà pari a 80.000 diviso 1000 ossia 80 euro.
5I conglomerati finanziari, risultato dell'integrazione tra banche e compagnie di assicurazione, sono in grado, con sistemi informativi integrati, di disporre di una operatività completa per gestire il rapporto con il cliente fornendogli prodotti bancari e assicurativi vicini alle sue esigenze.
6Un contratto è definito come assicurativo se attraverso tale contratto una delle parti (l’assicuratore) si assume un significativo rischio assicurativo convenendo di indennizzare un’altra parte (l’assicurato) nel caso in cui uno specifico evento incerto abbia degli effetti negativi sull’assicurato.
7In generale, le imprese del ramo danni sono maggiormente esposte al rischio assicurativo mentre le imprese del ramo vita sono maggiormente esposte al rischio finanziario. 
8In tale fattispecie per una più approfondita analisi si rimanda alle tecniche di "riassicurazione".
9Per cross selling s’intende la vendita, da parte della banca e/o dell’assicurazione, di servizi costituiti da più prodotti sovrapposti: sono esempi di questo tipo i mutui sugli immobili con inclusa la polizza assicurativa per gli stessi.
10Si intende con il termine "ramo" il raggruppamento di rischi su base om.
Bibliografia
Desiderio L., Molle G. (2005) "Manuale di diritto bancario e dell'intermediazione finanziaria", Giuffrè editore.
Guida R. (2004) "La Bancassicurazione: modelli e tendenze del rapporto tra banche e assicurazioni", Cedam editore.
Locatelli R., Morpurgo C., Zanette A. (2002) "L'integrazione tra banche e compagnie di assicurazione e il modello dei conglomerati finanziari in Europa", Enaudi editore.
Patroni Griffi e Ricolfi. (1997) "La distribuzione bancaria di prodotti assicurativi in banche ed assicurazioni fra cooperazione e concorrenza", Giuffrè editore.
Quagliariello M. (2001) "I rapporti tra banche e assicurazioni in Italia e in Europa: aspetti empirici e problemi di regolamentazione", Luiss University Press.
Quagliariello M. (2003) "La bancassicurazione: profili operativi e scelte regolamentari", Luiss University Press.
Ruozi R. (2004) "Economia e gestione della banca", Egea editrice.

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