VOTO

Manifestazione di volontà cui ha diritto, per legge, il titolare di ogni azione o quota di società commerciale. Il voto si esprime nelleassemblee (ordinaria e straordinaria), che costituiscono l’organo deliberante della società. Di regola ogni azione o quota dà diritto ad un voto. Vi sono azioni, come quelle di risparmio, che non danno diritto di voto. Tuttavia i soci in mora con i versamenti di decimi, i possessori di azioni con diritto di voto limitato e di azionidi godimento, pur potendo intervenire nell’assemblea, non hanno diritto di voto. Sebbene ne siano titolari, non possono in concreto esercitare tale diritto i soci che abbiano un interesse in conflitto con quello delle società ed i soci amministratori rispetto alle determinazioni riguardanti le loro responsabilità. I soci possono farsi rappresentare nell’assemblea da altri soci o da estranei: il potere di rappresentanza deve essere dato per iscritto ed il relativo documento deve essere conservato dalla società. La rappresentanza nell’assemblea non può essere conferita agli amministratori ed ai dipendenti della società. Nel caso le azioni siano costituite in pegno od in usufrutto, il diritto di voto spetta, salvo patto contrario, al creditore pignoratizio o all’usufruttuario. Se le azioni formano oggetto di un contratto di vendita a termine, il diritto di voto rimane al venditore fino al momento della consegna dei titoli al compratore. Nel contratto di riporto tale diritto viene trasferito al riportatore; nell’anticipazione bancaria, se non è diversamente stabilito, il diritto di voto spetta alla banca. Nelle società cooperative per azioni vige la regola secondo cui ad ogni socio spettaun voto, indipendentemente dalle azioni o quote possedute. Forma particolare di esercizio del diritto di voto è la convenzione denominata sindacato di controllo. Nelle società quotate in borsa il potere di esercitare il diritto divoto in assemblea può essere conferito per rappresentanza, in deroga ai limiti quantitativi previsti dall’art. 2372 c.c., ad associazioni di azionisti, ovvero ad azionisti singoli o organizzati in gruppo che, promuovendo, rispettivamente attività di raccolta o sollecitazione, abbiano ottenuto il rilascio della delega di voto. Mentre l’esercizio del diritto di voto da parte del delegato, deve avvenire secondo le prescrizioni indicate nella delega dal committente, alle associazioni di azionisti è consentito, invece, esprimere il cosiddetto “voto divergente”. Il legale rappresentante dell’associazione, pertanto, nel rispetto delle indicazioni di ciascun associato, potrà votare con alcune azioni, a favore, e con altre contro la stessa proposta di delibera.