VARIABLE RATE NOTES

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Titoli di indebitamento a tasso variabile introdotti nel 1988 da Merrill Lynch e da Warburg, primarie banche d’affari statunitensi, i cui parametri di calcolo della cedola vengono definiti volta per volta. Il rendimento, infatti, è determinato semestralmente applicando ad un tasso base di riferimento uno spread variabile di periodo in periodo. Nelle emissioni curate da Merrill Lynch, lo spread viene fissato all’inizio del periodo di riferimento per il calcolo degli interessi, sulla base di accordi intervenuti tra la banca stessa e l’emittente. Se le due parti non trovano l’accordo, agli investitori viene riconosciuto un tasso massimo predefinito. Nel caso in cui, invece, le controparti pervengano ad un accordo, l’intermediario si impegna a riacquistare ad un prezzo pari al valore nominale i titoli che non sono collocati presso il pubblico degli investitori. Nel caso in cui, al contrario, l’accordo non è concluso, non sorge alcun obbligo per l’intermediario. Nelle operazioni curate da Warburg, lo spread da applicare è il risultato di un’asta tra investitori potenziali ed effettivi, i quali sono invitati alla formulazione di un’offerta espressa in termini di spread sopra/sotto il tasso base all’inizio di ogni periodo di riferimento; generalmente viene fissato anche un tetto massimo. Le varie offerte vengono quindi soddisfatte alle condizioni proposte, e non in base ad un tasso medio d’asta, fino a quando l’emissione non risulta collocata per intero. Gli investitori esistenti devono sempre formulare un’offerta, altrimenti quest’ultima si presume fatta ad un tasso penalizzante quale il LIBID, e vengono soddisfatti solo se il loro tasso è competitivo. In caso contrario, i titoli da essi posseduti vengono rimborsati alla pari ed offerti agli investitori che hanno formulato offerte maggiormente vantaggiose. Nel caso in cui l’emissione non venisse ricollocata completamente, gli investitori mantengono in portafoglio i titoli e questi ultimi vengono remunerati al tasso massimo prefissato. I principali vantaggi connessi alle VRN, attraenti in genere per debitori primari, di matrice finanziaria e scarsamente interessati a raccolte di breve termine, sono la minore onerosità rispetto alla tradizionale floating rate notes e la possibilità di offrire un’alternativa nel finanziamento a tasso variabile rispetto alle emissioni “swappate” di titoli a tasso fisso.