VALORE DI BILANCIO

Misura delle componenti attive e passive del patrimonio di un’impresa in sede di compilazione del bilancio (di esercizio, di liquidazione, di fusione, di cessione). Con l’eccezione del numerario giacente in cassa e dei depositi in conto corrente, i valori di bilancio non sono valori certi. Essi possono risultare da operazioni in corso all’epoca in cui si redige il bilancio o possono essere oggetto di valutazione. Esempi tipici di valori di bilancio sono i crediti iscritti in base al valore di presumibile realizzo; i semilavorati; le stesse immobilizzazioni, posto che la loro valutazione netta dipende anche dal criterio seguito nella procedura di ammortamento; ecc. L’art. 2426 c.c. (art. 9 del d.lg. 9.4.1991 n. 127) stabilisce criteri particolari di valutazione per le diverse voci dell’attivo da iscrivere nel bilancio di esercizio delle società di capitali e delle imprese di persone, quando ciò è applicabile (art. 2217 c.c.). In particolare per immobili, impianti, macchinari, mobili, diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere d’ingegno, valore delle azioni e titoli a reddito fisso, partecipazioni non azionarie, crediti. In condizioni straordinarie i criteri di valutazione sono diversi secondo il fine per cui il bilancio è redatto. Così, se trattasi di un bilancio di liquidazione ci si atterrà ai valori di presumibile realizzo isolato, mentre in sede di fusione la valutazione potrà evidenziare l’eventuale “avviamento” maturato.