TASSO D'INTERESSE VARIABILE

Tasso di interesse che, anziché rimanere fisso, varia nel corso della durata del prestito cui viene applicato in funzione di un indice di riferimento. Nei crediti internazionali viene periodicamente adeguato alle variazioni di alcuni indicatori del mercato interbancario e del credito (v. EURIBOR;NYBOR; lombardsatz). I parametri di aggancio per i prestiti in lire fanno invece riferimentoa tassi del mercato creditizio e monetario (prime rate, tasso di sconto. rendimento dei BOT ecc.) o ad una composizione dei medesimi (p.e., per metà il prime rate e per metà un tasso ufficiale), oppure a tassi aumentati o diminuiti di uno spread, o infine al più elevato tra EURIBOR e prime rate. Nel corso degli anni Ottanta si è osservata, nel nostro paese, una vasta proliferazione di strumenti a rendimento variabile, sorti principalmente sotto la spinta della volontà innovativa del Tesoro in campo finanziario. L’adozione di clausole di indicizzazione è stata avviata, in particolare, nel luglio del 1977 con la prima emissione di CCT, In tempi più recenti, l’esigenza di ampliare il ventaglio dei titoli da offrire al mercato e di migliorare, in termini di costo e di profilo temporale, la struttura dell’indebitamento, ha spinto le autorità monetarie a introdurre nuovi strumenti quali i CTE, i CTS e i CTR.