SUCCURSALE DI BANCA EXTRACOMUNITARIA

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L’istituzione nel territorio italiano della prima succursale di una banca extracomunitaria è sottoposta all’autorizzazione del Ministero del Tesoro e richiede la sussistenza, nella succursale, degli stessi requisiti necessari per l’accesso all’attività da parte di banche italiane. In considerazione di ciò si ipotizza che anche nel vigore dell’attuale disciplina si ripropongano le opinioni dottrinali che in passato consideravano le succursali estere alla stregua di banche e attribuivano ad esse il carattere della soggettività o, almeno, della separatezza patrimoniale: la tesi portava ad affermare che il patrimonio della banca d’origine non fosse aggredibile dai creditori della succursale insediata sul territorio italiano. Ma la dottrina, nel respingere questa opinione, sottolinea che il regime dell’istituzione della succursale extracomunitariasi differenzia dalla costituzione della banca italiana sotto molteplici aspetti. Innanzitutto l’autorizzazione all’istituzione della succursaleresta pienamente discrezionale; inoltre, l’apertura di nuove succursali necessita dell’autorizzazione della Banca d’Italia, alla quale spettano penetranti poteri di vigilanza. L’autorizzazione del Ministero del Tesoro è condizionata dal c.d. principio di reciprocità: esso è inteso alternativamente dalla dottrina nel senso della certezza di potersi stabilire nel territorio del Paese extracomunitario di origine della succursale, ovvero nel senso che nello Stato estero siano garantiti, oltre all’accesso, anche le possibilità operative paragonabili a quelle presenti nel territorio italiano. La chiusura della succursale può poi disporsi in caso di violazione delle norme che regolano l’attivìtà o per insuffi- cienza di fondi. La succursale può quindi essere sottoposta alle procedure di amministrazione straordinaria e di liquidazione coatta, in quanto compatibili.