SPREAD 1

Parola con diversi significati nella pratica anglosassone. In contabilità indica la registrazione in un giornale o nel mastro di un’operazione o di un insieme di operazioni compiuta analiticamente con tutti i dettagli relativi. In borsa e in finanza indica l’esistenza di due prezzi invece che di uno solo e anche lo scarto tra di essi, p.e. nel caso di denaro e lettera. Nelle operazioni di finanziamento indica l’addizionale di interesse aggiunta al tasso base di riferimento. In tal caso lo spread è generalmente fisso per tutta la durata del prestito, ma talvolta viene negoziato uno spread, detto split; stabilito in una data misura per i primi anni del prestito e in un’altra, maggiore o minore della prima, per la sua vita residua. Si danno anche contratti di finanziamento a spread variabili in funzione della revisione del tasso di riferimento. Sempre nelle operazioni di finanziamento lo spread è la differenza tra il prezzo di acquisto di un’intera emissione di titoli da parte di un sindacato di collocamento e il prezzo al quale i titoli sono poi ceduti al pubblico. Price spread è, nella pratica commerciale, l’utile lordo o la percentuale di utile lordo pari alla differenza tra il prezzo di vendita al pubblico e il prezzo di produzione o di acquisto da parte del commerciante, ovvero tra costo e ricavo di un’operazione o, più in generale, tra tutti i costi e tutti i ricavi di un esercizio aziendale. Nel linguaggio di borsa statunitense, infine, indica anche un particolare contratto di borsa a premio (v. spread 2).