SOVRAPPREZZO AZIONI

Maggiorazione, rispetto al valore nominale, del prezzo da pagarsi all’atto della sottoscrizione di nuove azioni emesse in sede di aumento del capitale sociale. Durante la vita dell’impresa, si assiste ordinariamente ad un accrescimento di valore del patrimonio nei confronti del capitale nominale, sia per effetto di profitti accantonati dalla società, sia in conseguenza della svalutazione monetaria o dell’aumento di valore di alcune parti dell’attivo sociale o di altri eventi. In conseguenza di ciò, quando si effettua un aumento reale del capitale sociale, il valore teorico di emissione delle nuove azioni, che andrebbe determinato sulla base del patrimonio netto dell’impresa risultante dal bilancio di cessione, si dimostra in genere superiore al valore nominale. Si è soliti tuttavia fissare il prezzo effettivo di emissione ad un livello intermedio tra il valore nominale e detto valore teorico, allo scopo di incentivare i sottoscrittori delle nuove azioni, i quali non avrebbero altrimenti alcun interesse ad esercitare il diritto d’opzione. La differenza tra prezzo effettivo d’emissione e valore nominale, detta appunto sopraprezzo o premio di emissione, risponde in definitiva all’esigenza di perequare le posizioni dei vecchi e dei nuovi soci. In effetti, l’ammissione di questi ultimi o comunque l’aumento del numero delle azioni comportano l’ideale ripartizione delle riserve palesi ed occulte già costituite fra vecchie e nuove azioni, così che la richiesta del sopraprezzo risulta ampiamente giustificata. Un premio di emissione può essere preteso anche per la sottoscrizione di azioni con particolari privilegi, oppure quando la società intenda adeguare immediatamente i suoi fondi di riserva alla nuova misura del capitale sociale. In sintesi, quindi, con un’emissione sopra la pari la società da un lato ottiene un finanziamento pari all’aumento del capitale sociale e dall’altro realizza un incremento delle proprie riserve di capitale. Nel fissare la misura del sopraprezzooccorre tenere presenti vari elementi, quali la situazione del mercato finanziario, la possibilità per l’impresa di ricorrere all’autofinanziamento o ad altre forme di finanziamento a lungo termine, il costo del danaro ecc Se la società richiede un sopraprezzo assai prossimo al plusvalore che il titolo ha sul mercato, corre il rischio di non effettuare il collocamento delle nuove azioni nel caso in cui, durante le operazioni di aumento del capitale sociale, i corsi delle vecchie azioni subiscano una riduzione che li porti al disotto del prezzo d’emissione.