SOSPENSIONE DEI TERMINI

Periodo durante il quale, per espressa disposizione di legge, è impedito il verificarsi delle scadenze, di solito processuali, altrimenti comminato per il mancato compimento di atti da parte del soggetto interessato. In diritto processuale civile, p.e., l’esercizio delle impugnazioni contro i provvedimenti giurisdizionali è assoggettato a termini piuttosto brevi. Attesa la gravità delle conseguenze connesse all’inutile decorso dei termini (inammissibilità rilevabile anche d’ufficio della impugnazione), il legislatore ha in parte attenuato il rigore delle norme che regolano l’attività processuale, disponendo la sospensione di diritto, dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, (periodo feriale per magistrati e avvocati), di tutti i termini relativi, salvo per le cause dichiarate urgenti, i quali riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione stesso. Peraltro, ove il decorso del termine abbia avuto inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Esistono altre disposizioni particolari, suggerite da esigenze di tecnica processuale: p.e., in caso di calamità o scioperi, i termini possono essere sospesi con provvedimenti legislativi o ministeriali; quando viene proposto il regolamento facoltativo di competenza, rimane sospeso il termine per proporre le altre impugnazioni fino alla comunicazione della sentenza che pronuncia sul regolamento; è sospeso il termine per proporre ricorso per Cassazione quando la sentenza sia stata impugnataper revocazione. In diritto sostanziale, si parla di sospensione del termine prescrizionale per quelle cause, tassativamente indicate nel codice civile (rapporti fra le parti, condizione del titolare del diritto), che rendono non operativa la prescrizione.