SOFTWARE, TUTELA PENALE

La tutela dei programmi per elaboratore (tutela penale del software) è disciplinata, in attuazione della direttiva CE 91/250, dalla l. 22.4.1941 n. 633 (protezione del diritto d’autore) così come novellata dal d.lg. 29.12.1992 n. 518. I programmi vengono protetti come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna, resa esecutiva con la l. 20.6.1978 n. 399. L’art. 171, l. 1941/633punisce con la multa da lire 100.000 (centomila) a lire 4.000.000 (quattro milioni) chiunque riproduca opere altrui non allo scopo di lucro o commerciale o in esemplari maggiori di quelli che si aveva diritto di produrre. È inoltre prevista l’ipotesi in cui la riproduzione avvenga per colpa (art. 172, l. 1941/633): in questo caso lasanzione non è penale, ma amministrativa e arriva sino a due milioni di lire. Nelle fattispecie penali introdotte all’art. 171 bis l. 1941/633 la duplicazione al fine di lucro o la detenzione a scopo commerciale sono necessari per la rilevanzapenale della duplicazione e per la messa in commercio non autorizzate. La pena è quella della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire 15.000.000 (un milione) a lire 30.000.000 (dieci milioni) (valori modificati dal d.lg. 15.3.1996 n. 205). La condanna per i reati previsti al comma 1 dell’art. 171 bis l. 1941/633, comporta la pubblicazione della sentenza in uno o più quotidiani e in uno o piùperiodici specializzati (art. 171 bis l. 1941/633 comma 2).