SERVIZIO DI CONSULENZA IN MATERIA DI INVESTIMENTI

Il servizio di consulenza in materia di investimenti è definito all’art.1 comma 5 del TUF come la "prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa dell'impresa di investimento riguardo una o più operazioni relative a strumenti finanziari". In considerazione dell’importanza e della potenziale rischiosità dell’attività di consulenza in materia di investimenti, essa è definita come un servizio di investimento regolamentato, per l’esercizio del quale è dunque necessaria apposita autorizzazione amministrativa. In Italia, sino al recepimento della direttiva Mifid (Market in Financial Instruments Directive), il servizio era invece considerato accessorio e poteva esser esercitato senza la concessione di autorizzazione. Infatti il D. Lgs. 23 luglio 1996, n. 415 (c.d. decreto Eurosim) e la previgente formulazione del TUF, prevedeva che qualsiasi soggetto potesse svolgere attività di consulenza senza obbligo di autorizzazione. Tuttavia rimanevano in capo agli intermediari gli stessi obblighi imposti per lo svolgimento delle attività autorizzate. Possono prestare servizio di consulenza quindi, oltre alle banche e alle imprese di investimento, anche i consulenti finanziari. Obiettivo di tali figure professionali è quello di affiancare il cliente nelle scelte di investimento proponendo e consigliando i prodotti che risultino adeguati alla specifico profilo del cliente e non quello di collocare strumenti finanziari del soggetto per cui operano.
Redattore: Bianca GIANNINI
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