SCRITTURE CONTABILI

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Strumenti ragionieristici di rilevazione e registrazione dei fatti aziendali usati per conoscere l’andamento e i risultati dell’intera gestione o di una parte di essa. Loro scopo è quello di controllare la gestione, di misurarne e giudicarne i risultati e l’efficienza, di acclarare i rapporti con i terzi, diconsentire comparazioni con il passato e trarre previsioni per il futuro. La rilevazione contabile comprende la determinazione delle qualità, delle quantità e dei valori, l’elaborazione, la rappresentazione, l’interpretazione e la revisionedei dati. I metodi contabili (partita doppia e partita semplice) si servono del “conto”, inteso come una o più quantità riguardanti un dato oggetto e insieme composte al fine di rilevare di esso la variabile e commensurabile grandezza. Tenuto conto del criterio di esposizione dei dati, le scritture contabili si classificano in: scritture cronologiche, se espongono i dati in ordine di tempo (“brogliaccio”, prima nota di cassa”, “giornale”); scritture sistematiche, se espongono i dati in vista del raggiungimento di un determinato scopo quale, p.e, la determinazionedel reddito d’esercizio. Secondo l’estensione logica, le scritture contabili possono essere: scritture semplici o elementari,se forniscono, attraverso schedari, registri ecc., i primi dati man mano che i fatti si verificano (libro cassa, libro magazzino ecc.); scritture complesse, o generali, o sintetiche, se raggruppano i dati elementari in dati sintetici in modo da dare informazioni complesse sulla gestione (contabilità generale); scritture analitiche complementari, infine, se forniscono dati analitici complementari a quelli sintetici. Rispetto agli strumenti usati per l’attuazione, si avranno: scritture manuali o scritture automatizzate; dirette o a ricalco. Dal punto di vista giuridico: scritture obbligatorie e facoltative. Per le scritture contabili obbligatorie a fini fiscali v. contabilità fiscale.