SCELLINO AUSTRIACO

Codice ISO: ATS. La politica di risanamento della moneta, che negli imperi centrali si impose per bloccare l’iperinflazione conseguente alla prima guerra mondiale, portò anche in Austria alla definizione della nuova unità monetaria e al ritiro della carta moneta, la nota corona austro-ungherese in circolazione, giunta al collasso. L’Austria non era nuova alle inflazioni e al cambio della moneta. Erano già scomparsi il ducato d’oro, il fiorino d’argento, la corona d’oro, il tallero, compreso quello di Maria Teresa, e infine la corona carta, che il 25 agosto del 1922 aveva toccato il fondo con un cambio di 350.000 corone per sterlina. Il prestito di 650 milioni di corone d’oro da parte della Gran Bretagna, dell’Italia, della Francia e della Cecoslovacchia sotto l’egida della Società delle Nazioni, consentì alla corona di riprendersi. Alla fine del dicembre del 1923 veniva creato lo scellino, definito in 0,21172 grammi di oro fino, corrispondente a un cambio di 4,197 scellini per dollaro Usa. Il cambio della moneta avvenne nel rapporto di uno scellino per 10.000 corone. L’anno dopo l’Austria tornò alla libertà dei cambi esteri, che mantenne fino alla crisi della sterlina nel 1931. Ebbe allora inizio un periodo di progressivo deprezzamento dello scellino, la cui nuova parità fu definita nel 1934 in 0,16667 grammi di fino. Un successivo aggiustamento conseguente alla rivalutazione delle riserve auree portò a ridefi- nire la parità in 0,16733 grammi di fino, pari a un cambio di 5,31 scellini per dollaro. Questo cambio resse fino al 1938, anno in cui ebbe luogo l’Anschluss con la Germania. L’unificazione, o meglio l’annessione, pose fine al sistema monetario austriaco e la sua sostituzione con quello tedesco. Il cambio di conversione fu stabilito d’autorità in 1,50 scellini per marco tedesco. Alla fine della seconda guerra mondiale fu emessa una moneta di occupazione nei valori di 10 e di 2 scellini rispettivamente per un dollaro e un rublo sovietico. Nel dicembre del 1947 fu possibile procedere al risanamento monetario ritirando la carta moneta in circolazione al cambio di conversione di uno scellino nuovo contro tre scellini vecchi. La stabilizzazione fu tuttavia lenta, giacché nel 1949 fu necessario svalutare lo scellino carta del 53,2% e introdurre un sistema di cambi multipli oscillanti, articolato su un cambio base di 14,23-14,57 scellini per dollaro Usa, su un cambio per le esportazioni (21,19 - 21,53 scellini) e su un cambio per le importazioni di beni di lusso e per le partite invisibili (25,83 - 26,17 scellini). Salvo qualche ritocco il sistema dei cambi differenziati durò fino al 1953, allorché, d’accordo con il FMI, fu dichiarata la nuova parità aurea in 0,03417696 grammi di fino, corrispondente a un cambio di 26 scellini per dollaro. L’Austria poté operare nell’ambito dell’Unione europea dei pagamenti e, quando questa fu liquidata e sostituita dall’Accordo monetario europeo, fu in grado di rendere lo scellino liberamente convertibile nelle altre principali monete. Correva l’anno 1958 e fino al 1971 lo scellino fu una moneta stabile. Con la crisi del dollaro lo scellino si rivalutò e divenne fluttuante. Stabilita la fascia di oscillazione del 4,5% in più o in meno del tasso centrale di parità, i cambi si posero in 22,78 e 23,82 scellini per dollaro. Negli anni successivi lo scellino si rafforzava nei confronti del dollaro e delle monete europee deboli, lira compresa. Per tutti gli anni `70 e `80 lo scellino ha fluttuato in funzione di una politica autonoma, sganciata dal serpente monetario europeo e dallo SME. La valuta austriaca ha continuato a rafforzarsi fino a portarsi sugli 11 scellini per dollaro alla vigilia dell’ingresso dell’Austria nell’Unione Europea. L’Austria ha poi aderito al Patto di stabilità ed è entrata a far parte dell’Eurosistema. Col 1°. 1.2002 lo scellino ha cessato di circolare in Austria, sostituito dall’euro.